
Dal podio dell'università di Notre Dame, davanti a 11 mila studenti, professori, genitori assiepati in uno stadio di basket, il presidente Barack Obama ha riaperto il dialogo con i conservatori religiosi invitando americani di ogni fede e convinzione ideologica a "tenersi per mano in uno sforzo comune" per ridurre il numero degli aborti. "Non voglio dire che il dibattito sull'aborto sia destinato a scomparire: le opinioni degli americani al riguardo sono complesse e contraddittorie, e il fatto è che a certi livelli sono inconciliabili", ha detto Obama affrontando di petto la controversia e invitando i neo-laureati del maggior campus cattolico d'America a difendere le loro cause con "passione e convinzione", ma "senza ridurre a caricatura chi non la pensa come noi". La polemica sulla visita di un presidente favorevole all'aborto e alla ricerca sulle staminali - e soprattutto la laurea honoris causa in legge che Notre Dame gli ha conferito - era in ebollizione da marzo, quando era arrivato alla Casa Bianca l'invito del presidente dell'ateneo John Jenkins: popolare tra gli studenti - il 74 per cento delle lettere al giornale del campus di South Bend, Indiana, si era detto a favore - l'invito a Obama era stato osteggiato da 360 mila persone che avevano scritto petizioni di protesta all"ateneo. Contestazioni hanno interrotto il discorso in cui il presidente ha ricordato agli studenti le sfide poste dalla crisi economica e dall'estremismo violento, la proliferazione nucleare e le pandemie: una ventina di manifestanti si erano infiltrati nello stadio e sono stati rimossi con la forza. ATS
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