
L'odio antisemita ha armato ieri la mano di un vecchio teorico della supremazia ariana al museo dell'Olocausto di Washington, provocando la morte di un addetto alla sicurezza, il panico tra i turisti a poca distanza dalla Casa Bianca e l'immediato stato d'assedio nel cuore della capitale americana. Un gesto che ha riportato i riflettori sui filonazisti americani e il terrorismo di matrice razzista che ha più volte insanguinato l'America. L'autore, identificato dai media come l'ottantanovenne James von Brunn, le cui condizioni restano critiche dopo essere stato ferito da una guardia, è una vecchia conoscenza dell'Fbi: un ex soldato della Seconda guerra mondiale che si è trasformato in un teorico dell'odio razziale. Von Brunn è entrato armato di un fucile poco prima delle 13:00 locali (le 19:00 in Svizzera) nel museo dove ogni anno oltre un milione e mezzo di persone vanno a ripercorrere la storia della Shoah. Gli addetti alla sicurezza hanno visto l'arma e gli hanno urlato di gettarla, ma l'uomo ha aperto il fuoco, abbattendo una guardia. La reazione degli altri addetti alla sicurezza è stata immediata e l'uomo è stato ferito, disarmato, arrestato e condotto in ospedale. Alla Casa Bianca, lo staff del presidente ha tenuto informato minuto per minuto Barack Obama, che solo pochi giorni fa aveva lanciato un messaggio contro l'antisemitismo e i negazionisti visitando il campo di concentramento di Buchenwald, in Germania. ATS
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