
Il ministro della giustizia degli Stati Uniti Eric Holder ha commesso oltraggio al Congresso, per non aver collaborato adeguatamente con una indagine parlamentare sullo scandalo 'Fast and Furious' sulle armi americane finite in mano ai narcotrafficanti messicani: è la delibera di una commissione della Camera dei Rappresentanti che ha messo formalmente il ministro in stato d'accusa. La commissione, presieduta dall'influente parlamentare repubblicano Darrell Issa e a maggioranza repubblicana, ha accusato in particolare Holder di non aver fornito documenti sulla vicenda richiesti dal Congresso. Alcune ore prima, il presidente Barack Obama era intervenuto a favore di Holder, accogliendo la richiesta del Dipartimento della Giustizia di far ricorso al cosiddetto 'executive privilege', che per motivi di sicurezza nazionale consente alla Casa Bianca di non rivelare al Congresso documenti che riguardino le sue decisioni. La delibera della commissione passa ora alla Camera, il cui presidente John Boehner e il leader della maggioranza repubblicana hanno affermato che la sottoporranno al voto dell'assemblea la prossima settimana. La vicenda, e lo scandalo che ne scaturì, risale al 2009 e fu denominata 'Fast and Furious'. Secondo le accuse, gli uomini del 'Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives', una struttura che fa capo al ministero della Giustizia, gestirono fino al 2011 un'operazione pasticciata, al termine della quale i cartelli della droga messicani avrebbero ricevuto armi americane di contrabbando. Armi che sono poi state trovate sulla scena di diversi crimini. ATS
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