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Estero
Usa-Israele, Robert Gates cerca intesa su Iran
Redazione
17 anni fa

Il segretario alla difesa Usa Robert Gates ha apparentemente cercato oggi a Gerusalemme di dissuadere Israele dal ricorrere all'opzione militare per sventare le ambizioni nucleari dell'Iran, per lo meno per il tempo che gli Stati Uniti hanno concesso a Teheran perché risponda all'offerta americana di dialogo diplomatico. Gates ha detto che il presidente Barak Obama spera in una risposta iraniana entro l'apertura dell'Assemblea Generale dell'Onu verso la fine di settembre. E' un'attesa, ha detto, che non implica un aumento significativo di rischi per nessuno. Gates ha al tempo stesso cercato di tranquillizzare Israele, ribadendo l'impegno Usa a mantenerne la superiorità militare qualitativa, malgrado i contrasti sulla questione degli insediamenti in Cisgiordania. Gates, in Giordania dove è giunto da Gerusalemme, ha detto di aver avuto l'impressione che Israele, considerando una minaccia alla sua stessa esistenza un Iran in possesso di armi nucleari, sia disposto a venire incontro alla richiesta Usa. Al tempo stesso, il ministro della difesa Ehud Barak, in una conferenza stampa, ha chiaramente detto che Israele non rinuncia all' opzione militare - espressione che ha più volte usato - pur ritenendo che si debba ancora privilegiare una decisa pressione diplomatica internazionale sull' Iran. Ottimistico addirittura, nel parlare di identità di vedute sull'Iran, è parso il comunicato che l'ufficio del premier Benyamin Netanyahu ha emesso a conclusione del colloquio di Gates con Netanyahu. Gates, secondo il comunicato, ha affermato che "Israele e Stati Uniti valutano allo stesso modo la minaccia nucleare iraniana e ha spiegato che la politica di coinvolgimento diplomatico degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran è limitata nel tempo". Fonti vicine a Gates, prima della partenza per Israele, hanno detto che gli Stati Uniti per ora "non sono nemmeno vicini a prendere in considerazione l'opzione di un attacco militare all'Iran". Le discussioni israelo-americane sulla questione iraniana proseguiranno in settimana con l'arrivo in Israele del consigliere di Obama Dennis Ross e del consigliere per la sicurezza nazionale James Jones. Continua al tempo stesso la missione dell'inviato Usa in Medio Oriente, George Mitchell, per cercare una soluzione alla controversia tra Israele e Usa sugli insediamenti. Mitchell ha preferito definire i contrasti "una discussione tra amici". Al riguardo fonti citate dai media israeliani riferiscono che il divario tra le posizioni dei due paesi si è accorciato e che sembra emergere un compromesso che dovrebbe permettere a Israele di completare diversi piani di edilizia già in fase di attuazione avanzata in diversi insediamenti. Ma un compromesso è ciò che temono i palestinesi, che finora si sono rallegrati dei contrasti tra Israele e Usa e della richiesta americana di totale congelamento di tutte le costruzioni negli insediamenti. Il negoziatore capo Saeb Erekat si è affrettato a manifestare il rifiuto di un compromesso prima dell'incontro che Mitchell ha avuto nel tardo pomeriggio col presidente Abu Mazen a Ramallah. Mitchell inoltre sta operando per portare Israele e Siria a riprendere i negoziati di pace con l'obiettivo di arrivare a una pace regionale e a una normalizzazione delle relazioni - che egli ha oggi riconosciuto prematura - tra Israele e il resto dei paesi arabi. ATS

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