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DFAE: «Continuiamo a lavorare per facilitare i colloqui USA-Iran»
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Secondo Axios sono attesi nella Confederazione il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner per nuovi colloqui sul dopo-tregua - In agenda anche il dossier Libano – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
43 minuti fa
Beirut, altri 7 morti nei raid israeliani nel sud del Paese

Altre sette persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano su un villaggio vicino alla città di Sidone, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco annunciato ieri con Hezbollah. Lo afferma l'agenzia statale NNA.

L'attacco a Qannarit ha ucciso «sette persone e ne ha ferite altre 13, secondo un bilancio preliminare», ha affermato l'agenzia.

un'ora fa
DFAE: «Continuiamo a lavorare per facilitare i colloqui USA-Iran»

Diplomatici provenienti da diversi paesi stanno attualmente cercando, al Bürgenstock (NW), di rendere comunque possibili i colloqui diretti tra gli Stati Uniti e l'Iran. La Svizzera offre loro a tal fine «un contesto discreto e affidabile», ha comunicato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Quest'ultimo non ha fornito informazioni sui diplomatici presenti o sulle discussioni in corso «per motivi di riservatezza». In precedenza il portale di notizie Axios e la CNN avevano riferito, citando un funzionario americano, che il negoziatore statunitense Steve Witkoff era in viaggio verso la Svizzera. Il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, si troverebbe già nella Confederazione.

Per discutere della prosecuzione dei negoziati in Svizzera, il ministro dell'interno pakistano Mohsin Naqvi si è recato in Iran, dove aveva in programma incontri con il presidente del parlamento Mohammed Bagher Ghalibaf e il ministro degli esteri Abbas Araghchi.

Un primo ciclo di colloqui in Svizzera, previsto per ieri, non ha avuto luogo a causa di nuovi attacchi tra l'esercito israeliano e la milizia di Hezbollah in Libano.

2 ore fa
Nel mirino dell'IDF la base strategica di Hezbollah ad Ali Taher

«Colpito uno degli asset strategici di Hezbollah: l'IDF (l'esercito israeliano, ndr) sta operando nei pressi della dorsale di Ali Taher, vicino alla fortezza del Beaufort, dove si trova una delle basi più grandi e importanti di Hezbollah». Lo riferisce il corrispondente militare dell'emittente israeliana Channel 12.

Secondo quanto riferito, le operazioni di terra dell'IDF nel Libano meridionale si stanno concentrando nella zona della dorsale di Ali Taher e nel villaggio di Tebnit, dove Hezbollah mantiene uno dei suoi principali centri nevralgici, insieme con le basi a Beirut e nella Valle della Beqaa.

Sotto la dorsale di Ali Taher, Hezbollah ha costruito un vasto complesso sotterraneo, una rete di bunker e tunnel lunga oltre un chilometro, riporta l'emittente israeliana. Nel sito ci sono anche depositi di armi e piattaforme per il lancio di razzi.

Secondo i corrispondente militare, l'IDF ha attaccato con raid aerei ma non sarebbe riuscito a distruggerlo completamente a causa della profondità nel sottosuolo. Per questo l'esercito ha deciso di raggiungere l'area con truppe di terra e demolire la struttura, ritenendolo il luogo da cui il comando sud di Hezbollah ha diretto le operazioni contro Israele negli ultimi tre anni.

3 ore fa
Il 59% degli israeliani non vuole che Netanyahu si ricandidi

La maggioranza degli israeliani ritiene che il primo ministro Benyamin Netanyahu dovrebbe lasciare la politica e non cercare la rielezione nel nuovo voto nazionale. Lo rivela un nuovo sondaggio, il secondo a mostrare un simile risultato questo mese.

L'indagine di Channel 12 ha rilevato che il 59% degli intervistati ritiene che Netanyahu non dovrebbe ricandidarsi, il 33% è favorevole, mentre l'8% non è sicuro.

Alla domanda su chi dovrebbe guidare il Likud dopo Netanyahu, il 18% ha detto che dovrebbe essere il ministro dell'Economia Nir Barkat, il 9% ha risposto il ministro della Giustizia Yariv Levin, il 7% ha indicato il ministro della Difesa Israel Katz e il 6% ha affermato che dovrebbe essere il presidente della Knesset Amir Ohana. La rete non ha fornito dati sul numero di persone intervistate o sul margine di errore.

3 ore fa
I pasdaran trarranno enormi vantaggi dalla revoca delle sanzioni Usa

Per anni, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno prosperato all'ombra delle sanzioni, costruendo un vasto impero commerciale che spazia dal petrolio ai trasporti marittimi, le telecomunicazioni e i porti.

Ora, mentre Teheran e Washington si preparano ai colloqui per un accordo che porrà fine alla guerra e che potrebbe sbloccare miliardi di dollari per l'Iran e riaprire la sua economia agli investimenti globali, questa forza d'élite è destinata a essere una delle maggiori beneficiarie: a scriverlo è Reuters online citando quattro fonti iraniane di alto livello secondo cui il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche si trova in una posizione privilegiata per accaparrarsi una grossa fetta dei benefici finanziari derivanti dall'allentamento delle sanzioni, dalla ripresa delle esportazioni di petrolio e dagli investimenti stranieri.

Il loro ruolo centrale potrebbe tuttavia rivelarsi uno dei tanti ostacoli a un accordo: con le Guardie Rivoluzionarie così saldamente intrecciate con gli affari iraniani, la loro designazione come organizzazione terroristica potrebbe complicare notevolmente gli sforzi per liberare l'economia dalle sanzioni.

Una delle fonti ha descritto le Guardie Rivoluzionarie come i veri vincitori della guerra, affermando che, avendo garantito la sopravvivenza del sistema islamico iraniano, erano nella posizione migliore per beneficiare di un'eventuale revoca delle sanzioni, avendo già gestito la maggior parte delle operazioni iraniane per eludere le sanzioni negli ultimi decenni. Le Guardie Rivoluzionarie non pubblicano dati finanziari, ma qualsiasi sforzo per rilanciare l'economia amplierà la loro considerevole influenza finanziaria, ha affermato una seconda fonte di alto livello.

Dato che la legge iraniana sugli investimenti impone alle aziende straniere di collaborare con partner locali, l'elevato numero di società legate ai pasdaran fa sì che queste diventino un filtro per i potenziali investitori nei settori più redditizi dell'Iran: questa realtà implica che le aziende occidentali che rientrano nel mercato iraniano potrebbero trovarsi a operare a fianco, o attraverso, entità collegate alle Guardie, anche senza un coinvolgimento diretto, con il rischio di incorrere in eventuali sanzioni ancora in vigore.

3 ore fa
Almeno 16 morti nei raid israeliani nel sud del Libano

Almeno 16 persone sono morte negli attacchi israeliani nella regione meridionale di Nabatieh. Lo afferma la Protezione civile libanese.

3 ore fa
Hezbollah ha lanciato 50 ordigni nella notte

Un funzionario militare israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato più di 50 ordigni contro le forze israeliane nel Libano meridionale durante la notte, poche ore dopo che si presumeva fosse entrato in vigore il cessate il fuoco annunciato dagli Stati Uniti tra Israele e il gruppo sostenuto dall'Iran.

Lo riferiscono i media israeliani. Il funzionario ha affermato che l'Idf ha risposto colpendo «obiettivi di Hezbollah» nel Libano meridionale, aggiungendo che la stabilità sia per il Libano che per Israele potrebbe essere raggiunta se Hezbollah smettesse di violare gli accordi di cessate il fuoco.

3 ore fa
L'amministrazione Usa crea contatti con l'opposizione in Israele

Funzionari dell'amministrazione statunitense stanno creando contatti informali con l'opposizione in Israele: fino ad oggi, l'opposizione ha cercato di trovare un collegamento e ora l'amministrazione americana sta agendo di propria iniziativa.

Lo riferisce un servizio di Channel 12. Gli Stati Uniti già da tempo hanno espresso preoccupazione per la presenza di elementi estremisti all'interno del governo di Netanyahu e stimano che vi sia una probabilità significativa di un cambio di governo in Israele.

A cento giorni dalle elezioni in Israele e sullo sfondo della crisi tra l'amministrazione statunitense e il governo israeliano, l'amministrazione americana sta «creando alternative». Channel 12 ha riferito che per il momento Donald Trump non intende trasferire il suo sostegno a Netanyahu a qualcun altro, ma all'interno dell'amministrazione Usa si ritiene che sia necessario costruire nuovi sistemi informali di fiducia e di mediazione.

4 ore fa
Entro 2 giorni colloqui tecnici con Usa in Svizzera

Dovrebbero iniziare in Svizzera «tra un giorno o due» i colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito fonti del governo pakistano all'agenzia di stampa turca Anadolu.

«Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti, che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra un giorno o due per avviare la fase successiva del Memorandum d'intesa di Islamabad», ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione.

Intanto oggi è atteso a Teheran il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha in programma incontri con alti funzionari iraniani come riporta l'agenzia di stampa Irna. L'Iran aveva rinviato i colloqui a livello tecnico con gli Stati Uniti in segno di protesta per le «continue» violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.

6 ore fa
Usa e Qatar: un piano per consentire all'Iran l'accesso ai fondi

Gli Stati Uniti stanno lavorando con il Qatar per mettere a punto un piano per rendere miliardi di dollari, attualmente congelati, disponibili all'Iran per le spese umanitarie. Lo riporta il Wall Street Journal.

Il quotidiano cita alcune fonti, secondo le quali l'obiettivo è mettere a disposizione di Teheran un potere di spesa pari a 100 miliardi di dollari in risorse congelate sparse per il mondo, a partire da sei miliardi parcheggiati. Il piano prevede che il Qatar autorizzi acquisti di cibo, medicinali e altri beni umanitari ordinati dalla banca centrale iraniana con soldi prelevati dai fondi di Teheran congelati. Il modello Qatar potrebbe essere il copione da replicare per sbloccare risorse congelate altrove nell'ambito di una prima tranche di fondi da complessivi 24 miliardi.

6 ore fa
Cinque morti nei raid israeliani nel sud del Libano malgrado la nuova tregua

Nuovi raid israeliani nel Libano meridionale hanno causato oggi la morte di cinque persone, secondo quanto riferisce dall'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna (National News Agency).

Ciò avviene nonostante l'annuncio ieri di un nuovo cessate il fuoco tra Israele e il gruppo filo-iraniano Hezbollah. I raid hanno colpito più di una decina di località dopo la mezzanotte e nella mattinata di sabato, uccidendo tre persone ad Arab Salim, una a Deir Zahrani e un'altra a Dweir, riferisce l'agenzia Nna.

6 ore fa
Teheran: «Pronti a procedere all'accordo se gli Usa dimostreranno serietà»

«Teheran è pronta a procedere passo dopo passo e a continuare il processo diplomatico con Washington, se l'altra parte dimostrerà la stessa serietà e garantirà che Israele rispetti i termini del recente memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti».

Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh. Il «proseguimento della guerra» da parte di Israele avrebbe «gravi e immediate conseguenze», ha aggiunto, parlando ad Al Jazeera e denunciando i recenti attacchi israeliani contro il Libano. «L'Iran cerca la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza. Il Libano è stato incluso nel memorandum d'intesa anche per il suo diretto coinvolgimento nel conflitto», ha affermato.

Riferendosi alla situazione nello Stretto di Hormuz, Khatibzadeh ha affermato che l'Iran continuerà a fornire servizi di navigazione in coordinamento con l'Oman e in conformità con il diritto internazionale. Teheran non imporrà tariffe di transito durante il periodo di 60 giorni previsto dall'accordo, ma in seguito verrà introdotto un nuovo meccanismo per la gestione della via navigabile, che sarà presentato ai Paesi della regione. Khatibzadeh ha inoltre dichiarato che qualsiasi futuro accordo dovrà includere lo sblocco di tutti i fondi iraniani congelati.

6 ore fa
Almeno 4 morti in raid israeliani su un condominio a Gaza

Almeno 4 palestinesi sono rimasti uccisi e altri feriti nelle prime ore di questa mattina quando le forze israeliane hanno bombardato un condominio a Gaza City. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa che cita fonti mediche. Dall'accordo di cessate il fuoco dichiarato nell'ottobre dello scorso anno, più di 4.000 palestinesi sono rimasti uccisi o feriti.

6 ore fa
Il punto alle 9

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso oggi in Svizzera. Lo riporta il sito di Axios citando fonti ben informate, secondo le quali però i suoi piano potrebbero ancora cambiare.

In precedenza Axios aveva riferito che l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff era in viaggo per la Svizzera. Attesi quindi per oggi nuovi colloqui tra funzionari iraniani e americani sul negoziato che ha messo fine al conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio.

Nella Confederazione sarebbe invece già arrivato Jared Kushner, l'altro inviato di Donald Trump. Lo riporta Axios sottolineando che in Svizzera c'è anche il premier del Qatar. Non è chiaro invece se il vicepresidente JD Vance volerà in Europa nel fine settimana.

In agenda probabilmente anche la questione libanese, dopo che, secondo un mediatore, Araghchi ha precisato che per l'Iran il cessate il fuoco in Libano è una questione cruciale e un fattore determinante per il successo o il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti.