
Il 2011 in Afghanistan sarà "un anno duro, come lo è stato il 2010". Lo ha assicurato il capo degli Stati maggiori congiunti statunitensi, ammiraglio Mike Mullen, al termine di una visita alle basi militari americane in territorio afghano. Conversando con i giornalisti al seguito, Mullen ha spiegato che "abbiamo combattuto per dieci anni in Afghanistan, ma solo negli ultimi 18 mesi le cose si sono messe per il verso giusto". "Ho detto chiaro all'opinione pubblica americana - ha aggiunto - che se le nostre perdite sono state cospicue lo scorso anno, lo saranno anche quest'anno". Mullen ha quindi anticipato che nei suoi colloqui in Pakistan solleverà con governo e forze armate locali la questione di una più incisiva azione contro i movimenti fondamentalisti che operano nelle aree tribali alla frontiera con l'Afghanistan. Da parte loro, scrive oggi la stampa di Islamabad, le autorità pachistane esamineranno con Mullen gli aspetti militari dell'agenda del dialogo strategico americano-pachistano previsto per maggio e la questione dei raid dei droni che, secondo il presidente, Asif Ali Zardari, oltre a uccidere civili innocenti sono controproducenti nei confronti dell'opinione pubblica. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

