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Estero
Usa: Hillary; linea dura con Hamas, nuovo approccio Iran
Redazione
18 anni fa

Linea dura con Hamas finché non riconosce Israele ma un nuovo approccio con Teheran per evitare lo spettro di un Iran nucleare. L'America da sola non può risolvere i problemi del mondo ma gli Stati Uniti di Barack Obama possono tornare ad essere leader globali attraverso un mix di 'smart power', di diplomazia e di difesa: lo ha detto Hillary Clinton che oggi ha mosso i primi passi in Senato verso la conferma a segretario di Stato. "Smart Power, potenza intelligente, è l'intera gamma degli strumenti a nostra disposizione. Con lo smart power la diplomazia sarà all'avanguardia della politica estera", ha detto Hillary secondo cui la politica estera deve essere basata "su un matrimonio di principi e pragmatismo, non su una rigida ideologia". Citando il poeta latino Terenzio sulla "diplomazia degli uomini saggi" che "si applica anche alle donne", l'ex First Lady e senatrice di New York si era seduta al tavolo dei testimoni in un aula gremita: alle sue spalle la figlia Chelsea, non il marito Bill, la cui fondazione ha attirato gli strali dei repubblicani della Commissione. "E' una complicazione che dovrà essere affrontata con massima trasparenzà, ha detto Richard Lugar, il più alto in rango tra i membri dell'opposizione chiedendo una totale rinuncia da parte dell'ex presidente ad ogni contributo proveniente dall'estero. Secondo John Kerry, il nuovo presidente della Commissione Esteri ed ex candidato poresidenziale nel 2004, la ratifica della collega al timone della diplomazia Usa dovrebbe essere scontata. Il voto in Commissione potrebbe arrivare già dopodomani e, se positivo come è previsto, Hillary potrebbe diventare la terza donna segretario di Stato (dopo Madeleine Albright e Condoleezza Rice) in tempo per l'Inauguration il 20 gennaio. Medioriente, Iran, Iraq, Corea del Nord, terrorismo, effetto serra, non-proliferazione, rapporti con Cina e Russia e con l'Europa : Hillary è stata categorica su no al dialogo con Hamas fintanto che il gruppo radicale palestinese non rinuncia alla violenza e riconosce Israele. Più vaga invece, rispondendo alle domande dei senatori, sull'Iran. "Stiamo studiando una gamma di opzioni. Non vogliamo che niente che dico oggi colga i nostri amici e alleati di sorpresa", ha detto sulla possibilità di un dialogo diretto e l'apertura di una sezione di interessi a con Teheran. In nome della continuità con l'amministrazione Bush la senatrice ha detto che "nessuna opzione verrà tolta dal tavolo" anche se dopo il 20 gennaio si cercherà di tentare un approccio "nuovo e diverso" per impedire che l'Iran diventi una potenza atomica. Quanto all'Iraq e al ritiro delle forze Usa, arriverà entro il 2011 "nel contesto dell'accordo di sicurezza" firmato recentemente dall'amministrazione Bush. Alcune delle truppe saranno spostate in Afghanistan, una nazione che la Clinton ha definito 'la maggiore priorita' del presidente eletto". Grande attenzione anche ai rapporti con Cina e Russia sui temi del terrorismo, della non-proliferazione (rinegoziare quanto prima con Mosca il trattato Start-1 sulle armi strategiche che scade a fine anno) e della riforma dei mercati. Quanto all'Europa, l'America di Hillary (e di Obama) "tenderà la mano attraverso l'Atlantico ai leader di Francia, Germania e Gran Bretagna e ad altri, comprese specialmente le nuove democrazie". ATS

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