
Hillary Clinton ha cercato oggi di riconquistare i riflettori della politica estera americana con un discorso ad ampio respiro a Washington dove ha ammonito l'Iran che la "porta del dialogo" non resterà aperta "a tempo indefinito". La segretaria di stato è rimasta emarginata negli ultimi tempi dall'attivismo del presidente Barack Obama in politica estera, dalle iniziative affidate al vicepresidente John Biden in Medio Oriente e sull'Iraq, dalla nomina di una raffica di inviati speciali e dall'infortunio al gomito che l'ha costretta a saltare alcuni importanti appuntamenti internazionali, compresi i recenti colloqui Usa-Russia a Mosca e il vertice G8 in Italia. Un ambizioso discorso oggi a Washington nella sede del think tank Center for Strategic and International Studies, giunto alla vigilia di un viaggio che la porterà da domani anche in India e in Cina, ha permesso alla ambiziosa Hillary di riconquistare il centro della ribalta della politica estera americana. La Clinton ha ribadito che gli Usa non hanno rinunciato al tentativo di avviare un dialogo con Teheran. Ma ha ammonito che la finestra di opportunità avrà una durata limitata. Hillary ha definito "deplorevoli e inaccettabili" le azioni delle autorità iraniane nei confronti del popolo che protestava in modo pacifico dopo le elezioni. La Clinton ha detto di non avere, insieme al presidente Obama, "molte illusioni" sull'esito del tentativo di dialogo americano nei confronti di Teheran. Ma la Clinton ha sottolineato che questo atteggiamento degli Usa, anche in caso di fallimento del dialogo, può avere la sua utilità perché mostrerà alla comunità internazionale su chi deve ricadere la responsabilità della situazione. La segretaria di stato ha detto di considerare "inaccettabile" la possibilità di un Iran dotato in futuro di armi nucleari. È in corso un tentativo di dialogo anche con la Siria, dove gli Usa hanno deciso di recente di far tornare l'ambasciatore, ma perché possa andare avanti "occorre reciprocità", ha affermato la Clinton. L'ex First Lady ha poi sollecitato i paesi arabi ad assumere "adesso" iniziative "significative" per giungere ad una normalizzazione dei rapporti con Israele. "I paesi arabi hanno la responsabilità di sostenere l'Autorità nazionale palestinese a parole e coi fatti - ha detto la Clinton -, di adottare misure per migliorare i rapporti con Israele e di preparare la loro gente ad accettare la pace e la presenza di Israele nella regione". La Clinton ha esortato i paesi arabi "ad accettare il nostro invito a lanciare misure significative fin da adesso" per giungere ad una normalizzazione dei rapporti con Israele. Nel suo discorso la Clinton ha inoltre rivelato che in autunno si recherà anche in Russia e in Pakistan. ATS
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