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Estero
Usa: Fort Hood; NYT, nessuna prova di complotto terroristico
Redazione
17 anni fa

Dopo due giorni di indagini sul massacro di Fort Hood, in Texas, gli investigatori sono orientati ad escludere che il maggiore Nidal Malik Hasan facesse parte di una rete terroristica. Lo scrive il New York Times nella sua edizione online. I detective non escludono che lo psichiatra militare di fede islamica si sia sentito incaricato di una solitaria missione suicida. Ma dopo aver esaminato a fondo i computer di Hasan e dopo che gli esperti comportamentali hanno interrogato parenti e amici del medico assassino, gli investigatori tendono a credere che a far esplodere la follia sia stata da una parte la tensione per il suo lavoro con i veterani di guerra e dall'altra l'amarezza per la prospettiva di essere inviato in zona di guerra. Stando a quanto riporta il Nyt, dall'esame dei computer non é emersa alcuna prova che Hasan si fosse convertito alla violenza o che avesse viaggiato all'estero per entrare in contatto con gruppi estremisti. E se anche è vero che ha visitato siti che inneggiavano all'ideologia islamica radicale, scambiando mail con altri frequentatori degli stessi siti, è anche vero che non si è trovata prova di alcun contatto con terroristi conosciuti o con possibili fiancheggiatori della sua azione. Gli inquirenti, sempre che nuovi elementi non cambino il quadro, sono quindi orientati a credere che dietro Hasan non ci fosse nessuno. Se questa ricostruzione dovesse reggere, il caso del maggiore medico - secondo le fonti citate dal New York Times - sarà giudicato da un tribunale militare. Se invece si fossero trovati collegamenti con estranei o prove di un complotto terroristico, il giudizio sarebbe stato affidato ad un tribunale penale ordinario. ATS

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