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«USA e Israele stanno pianificando di attaccare l'Iran dopo le elezioni midterm»
©Alex Brandon
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11 ore fa
Lo riporta il «New York Times», spiegando che i probabili obiettivi di questa potenziale nuova offensiva comprenderebbero infrastrutture energetiche, impianti nucleari e arsenali di missili e droni - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 ore fa
«Gli USA stanno riducendo la presenza nelle basi in Medio Oriente»

Le truppe americane stanno riducendo la propria presenza nelle basi Usa in Medio Oriente. Lo riferisce Cbs News, in base a quanto appreso da un funzionario e da un alto esponente statunitensi. Le operazioni starebbero avvenendo in modo riservato a causa delle continue minacce regionali rappresentate dagli Houthi e di quelle dirette provenienti dall'Iran.

Interpellato in merito, il portavoce del Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), il capitano Tim Hawkins, ha rimarcato la regolarità degli spostamenti «di personale militare e risorse statunitensi per ottimizzare la prontezza operativa. Per ragioni di sicurezza, non forniamo dettagli su tali movimenti». Tuttavia, ha aggiunto Hawkins, «le forze Usa rimangono vigili e pronte a proteggere il personale e gli interessi americani in tutta la regione».

8 ore fa
«USA e Israele stanno pianificando di attaccare l'Iran dopo le elezioni midterm»

Le forze armate statunitensi e israeliane stanno elaborando «piani specifici» per riprendere gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato americane del 3 novembre: lo riporta il New York Times, citando funzionari statunitensi e altre fonti informate a riguardo.

Stando alla testata, i probabili obiettivi di questa potenziale nuova offensiva comprenderebbero infrastrutture energetiche iraniane, impianti nucleari e arsenali di missili e droni. Tuttavia, aggiunge il Nyt, ad ora non è certo che il presidente Usa Donald Trump autorizzerà tali nuovi attacchi.

Mentre prosegue la pianificazione di un'operazione «breve ma intensa», le forze armate statunitensi e israeliane «hanno intensificato le esercitazioni, facendo volare aerei sopra l'Iraq per simulare manovre d'attacco», aggiunge il quotidiano. Quest'ultimo ricorda anche come il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth abbia incontrato questa settimana in Israele il premier Benjamin Netanyahu, proprio «per discutere di nuovi attacchi», secondo quanto riferito da funzionari statunitensi.

Gli Usa, riporta ancora il giornale americano, in queste settimane stanno radunando in Medio Oriente un «enorme arsenale», che dovrebbe essere pienamente operativo entro inizio novembre. Anche se nel frattempo continuano i movimenti diplomatici, con negoziatori Usa che puntano a «fare leva» sulla minaccia di nuovi attacchi per portare l'Iran a cedere rispetto alle richieste statunitensi riguardanti la questione nucleare.

Tra coloro che stanno pianificando le prossime mosse in questo conflitto lato Usa, spiega il Times, c'è chi è convinto che una campagna militare breve ma intensiva, di tre giorni, potrebbe infliggere danni economici sufficienti a modificare la posizione iraniana. D'altro canto, il precedente delle conseguenze degli attacchi di Stati Uniti e Israele tra febbraio e aprile scorsi introduce «ragioni per dubitare che una ripresa della guerra possa avere più successo della prima fase»

Funzionari iraniani, spiega ancora il Nyt, hanno pronosticato che Teheran potrebbe rispondere a nuovi raid sul proprio territorio «ampliando gli obiettivi al di là di navi commerciali e infrastrutture energetiche della regione» e mettendo nel mirino anche «centri di elaborazione dati e i cavi sottomarini per Internet».

11 ore fa
Colpite 4 navi nel Golfo persico

La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha colpito quattro navi impegnate in trasferimenti di petrolio «da nave a nave» nel Golfo persico. Le imbarcazioni hanno preso fuoco. Lo riporta Al Jazeera sottolineando che, secondo le Guardie Rivoluzionarie Islamiche, altre tre navi si sono scontrate con delle mine a ovest dello Stretto di Hormuz.

11 ore fa
Il punto alle 6
«Netanyahu sta trasformando la sicurezza di Israele in un circo elettorale»

Il leader dell'opposizione israeliana ha accusato il primo ministro Benyamin Netanyahu di politicizzare in modo pericoloso la sicurezza del Paese in vista delle elezioni, in seguito a una serie di minacce rivolte all'Iran.

«Sono sbalordito nel sentire Netanyahu lanciare con tanta sconsideratezza minacce legate alla sicurezza», ha dichiarato l'ex primo ministro Yair Lapid, leader centrista dell'opposizione parlamentare israeliana e candidato alle elezioni di martedì prossimo.

«Netanyahu sta trasformando la sicurezza di Israele in un circo elettorale», ha affermato, aggiungendo: «Quest'uomo è responsabile della più lunga serie di fallimenti in materia di sicurezza nella storia di Israele». Negli ultimi giorni di campagna elettorale, Netanyahu - il primo ministro rimasto più a lungo in carica nella storia di Israele - ha puntato tutto su dichiarazioni bellicose in tema di sicurezza nazionale, limitando al minimo il contatto diretto con gli elettori. 

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