
Tra le file dell'esercito americano i disertori sono aumentati del 42% nell'ultimo anno. Anche se le cifre totali sono ancora lontane in valore assoluto da quelle che hanno caratterizzato il periodo della guerra in Vietnam, questa percentuale è la più alta da quando è cominciata, quattro anni fa, la guerra in Iraq. L'esercito americano considera disertore chi è assente senza autorizzazione per un periodo superiore ai 30 giorni. A quel punto il soldato viene classificato 'disertore'. Stando ai dati confermati dall'Esercito, negli Usa vi è stato nell'anno fiscale 2007 (che finisce il 30 settembre) un tasso di diserzione pari a 9 soldati su mille, contro il 7 per mille dell'anno precedente. In tutto sono stati 4.698 i soldati che sono stati classificati 'disertori', contro i 3.301 dello scorso anno. Anche se non è stato messo a punto un profilo 'standard' del disertore, l'Esercito rileva che il 75% dei disertori sono soldati al loro primo periodo di leva. Negli anni Settanta, durante la guerra del Vietnam, il tasso di diserzione aveva raggiunto un valore anche superiore a 3 soldati su cento. I valori erano poi tornati bassissimi a partire dagli anni Ottanta, con un tasso di diserzione compreso tra il 2 e il 3 per mille. Hanno ricominciato a risalire dal Kosovo in poi. ATS
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