Cerca e trova immobili
Estero
Usa: cyberspie Cina e Russia attaccano rete elettrica
Redazione
17 anni fa

È un vero e proprio mistero. Cyberspie russe, cinesi e di altri paesi, non hacker legati ad organizzazioni terroristiche, sono virtualmente penetrati nella rete elettrica americana piazzandovi software in grado - se necessario - di danneggiare il sistema. Secondo il Wall Street Journal, che alla vicenda dà oggi ampio rilievo, i servizi di intelligence americani, che hanno scoperto le intrusioni informatiche, pensano si tratti di una sorta di missione preventiva. Non c'è infatti l'intenzione di danneggiare la rete, c'è piuttosto la volontà di essere pronti a farlo in caso di grave crisi o di guerra con gli Stati Uniti. Le infiltrazioni, particolarmente numerose lo scorso anno, vengono decisamente smentite dai governi di Russia e di Cina. Al Wsj un portavoce dell'ambasciata russa a Washington, Yevgeniy Khorishko, parla di "pure speculazioni", aggiungendo: "La Russia non ha nulla a che vedere con i cyberattacchi contro le infrastrutture Usa, o contro qualsiasi infrastruttura in qualsiasi paese del mondo". Anche un portavoce dell'ambasciata cinese, Wang Baodong, ha respinto in blocco le accuse, ricordando che il governo di Pechino "si oppone con forza a tutti i crimini, compreso l'hacking, che distrugge internet e le reti di computer", ed aggiungendo che la Cina è pronta a cooperare. La presenza della Cina ha stupito i servizi di intelligence americani, che non vedono una minaccia immediata, dato che non si tratta di organizzazioni terroristiche. Pechino, in particolare, non avrebbe nessun interesse a creare il caos negli Stati Uniti, visto che la sua economia dipende in gran parte dai consumatori americani e che le sue banche hanno acquistato una parte significativo del debito Usa. L'infrastruttura elettrica americana è composta in realtà da tre reti indipendenti, la prima ad est, la seconda ad ovest, la terza in Texas, nel centro-sud. Ognuna di esse è composta da migliaia di chilometri di cavi, e da diverse centrali. Il flusso energetico viene controllato dalle società locali, e l'uso sempre più massiccio del web per controllare il tutto ha reso le reti molto vulnerabili. I responsabili delle reti elettriche rifiutano di parlare dei pericoli esistenti. Sempre al Journal, Ray Dotter, un portavoce della Pjm Interconnection, una grossa società che vende elettricità in 13 Stati americani, riconosce che le misure di sicurezza sono state aumentate, ma non dà dettagli. "Non posso spiegarvi la maggior parte delle cose che abbiamo deciso", proprio per ragioni di sicurezza, spiega Dotter. Proteggere la rete elettrica è una delle priorità cybernetiche dell'Amministrazione del presidente Usa Barack Obama, e già ai tempi del suo predecessore George W. Bush il Congresso aveva stanziato fondi segreti per 17 miliardi di dollari. Il Pentagono ha infine speso circa 100 milioni di dollari negli ultimi sei mesi per riparare danni informatici alle sue reti. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata