
La Corte Suprema americana ha deciso di abolire la norma del 'Voting Rights Act' del 1965 che obbliga nove Stati del Sud degli Usa a richiedere al Congresso l'autorizzazione per ogni modifica da apportare alla propria legge elettorale. Una norma che era nata per proteggere le minoranze. La Corte Suprema è risultata spaccata nella decisione, approvata con 5 voti a favore e 4 contrari. I saggi ritengono che la Section 5 del Voting Right Act non può essere adottata fino a che il Congresso non trovi nuove metodologie per determinare quali stati e località richiedano un controllo federale più stringente delle elezioni. La legge che il Congresso ha rinnovato nel 2006 - affermano i giudici - si basa su dati di 40 anni fa che non riflettono i progressi razziali e i cambi avvenuti nella società americana. Nove stati ricadono sotto la Section 5, che copre anche alcune città e contee di altri stati americani. ATS
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