

«I terroristi di Hamas sono interessati solo a preservare il loro potere e hanno rubato gli aiuti umanitari». La denuncia arriva dal vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Ramiz Alakbarov, che afferma di condannare «fermamente» l'ostruzione delle operazioni umanitarie da parte delle autorità de facto di Gaza. La dichiarazione giunge dopo che le attività del complesso di distribuzione alimentare di Jabalia a Gaza sono state sospese nel fine settimana a seguito della presa del controllo da parte di Hamas. «I terroristi seminano il terrore e rubano gli aiuti umanitari destinati a voi», si legge in una dichiarazione indirizzata agli abitanti della Striscia di Gaza. Alakbarov ha affermato che non si tratta di un episodio isolato.
Almeno una persona è morta e altre sette sono rimaste ferite in un attacco statunitense contro una base militare nella città di Nain, nella provincia centrale iraniana di Isfahan. Lo ha riferito il vicegovernatore della provincia, citato dall'agenzia iraniana Mehr e rilanciato da Al Jazeera. Secondo il funzionario, i feriti sono ricoverati in ospedale dopo quello che è stato definito «un attacco dell'esercito terroristico statunitense». Si tratta del secondo decesso segnalato oggi in Iran. In precedenza, i media iraniani avevano riferito della morte di una persona e del ferimento di altre quattro in un raid statunitense che ha colpito una stazione di pompaggio dell'acqua per uso agricolo a Mahshahr, nel sud-ovest del Paese.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d'intesa siglato tra i due Paesi, l'Iran smetterà di attenervisi. Lo ha riferito l'agenzia Irna. «Il nostro impegno sarà adempiuto in relazione a quello della controparte. L'Iran ha agito con serietà e buone intenzioni nei negoziati e nessuno può accusarlo di aver violato i propri impegni. Sono stati gli americani a violare il Memorandum d'Intesa e a fare a pezzi l'accordo composto da 14 articoli», ha aggiunto Baghaei.
Alcune navi hanno attraversato «segretamente» lo Stretto di Hormuz negli ultimi giorni, nonostante i passaggi visibili si siano praticamente interrotti dopo l'intensificarsi degli scontri tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati preliminari della società di monitoraggio Kpler analizzati da Bloomberg, tutte e sei le navi mercantili che hanno attraversato Hormuz domenica lo hanno fatto con i transponder spenti. I cosiddetti attraversamenti «al buio» hanno superato in numero i passaggi osservabili nei tre giorni precedenti.
Nessuna nave è invece finora stata avvistata attraversare lo stretto nelle prime ore di oggi, secondo i dati di tracciamento navale basati sui segnali del Sistema di identificazione automatica (Ais). Tuttavia, negli ultimi giorni, alcune navi sono apparse su entrambi i lati di Hormuz, nel Golfo Persico o nel Golfo dell'Oman, dopo aver trasmesso per l'ultima volta la loro posizione dall'altro lato, indicando che hanno attraversato Hormuz senza accendere i transponder.
«Transiti di fatto azzerrati»
La BBC parla di transiti di navi commerciali azzerati da ieri sera attraverso lo Stretto di Hormuz, sullo sfondo della nuova escalation fra Usa e Iran. L'emittente cita il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic e conferma come alcuni singoli cargo siano passati nelle scorse ore «al buio». Ieri il governo di Teheran aveva parlato di passaggio «al momento non più possibile a causa dei movimenti illegali delle forze armate americane nella regione».
L'Iran sostiene di aver abbattuto un drone statunitense nell'area di Bandar Abbas, importante porto affacciato sullo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Al Jazeera, citando l'agenzia iraniana Tasnim. Secondo Tasnim, il velivolo era un drone kamikaze di fabbricazione statunitense modello Lucas, che sarebbe stato «colpito con precisione e abbattuto» dalle difese iraniane.
L'esercito della Giordania ha annunciato stamattina di aver abbattuto quattro missili iraniani sul territorio nazionale, che secondo Teheran sarebbero stati lanciati in rappresaglia per gli attacchi aerei statunitensi. «All'alba i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano», ha dichiarato una fonte ufficiale dello Stato maggiore della Giordania, aggiungendo che non si sono registrati feriti né danni materiali. Le forze armate del Kuwait hanno dichiarato di aver risposto oggi a «bersagli aerei ostili», mentre l'Iran conduceva attacchi contro interessi statunitensi nel Golfo.
Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti comunica di aver «completato questa settimana, l'11 luglio, una terza serie di attacchi contro l'Iran, ritenendo le forze iraniane responsabili dell'attacco a un'altra nave mercantile nello Stretto di Hormuz». Lo si legge sul sito internet del Centcom. «Le forze statunitensi - viene specificato - hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e unità navali. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera».
«Durante le tre notti di attacchi di questa settimana - viene aggiunto nel comunicato -, il Centcom ha colpito oltre 300 obiettivi al fine di indebolire la capacità dell'Iran di attaccare i marittimi civili e le navi mercantili che transitano liberamente nello stretto. Il transito delle navi mercantili attraverso questo vitale corridoio marittimo internazionale continua senza interruzioni. Dall'inizio di maggio le forze statunitensi hanno contribuito a facilitare il transito di oltre 800 navi mercantili e di 400 milioni di barili di petrolio greggio attraverso lo Stretto di Hormuz».
Colpite basi statunitensi
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha invece rivendicato stamattina l'attacco a basi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna. Nelle ore precedenti il Ministero dell'Interno del Bahrein aveva comunicato che all'alba erano risuonate le sirene antiaeree nel Paese mediorientale.

