
Il presidente americano Barack Obama ha ricevuto oggi alla Casa Bianca il ministro degli esteri cinese Yang Jiechi concordando sulla necessità di "cooperare strettamente" per affrontare la crisi economica globale e di "rafforzare il dialogo in campo militare" per evitare il ripetersi di incidenti navali come quello di domenica scorsa. Obama e Yang hano discusso nell'Ufficio Ovale un'ampia agenda di temi: la crisi finanziaria internazionale, la Corea del Nord, l'Afghanistan e il Pakistan, la situazione nel Sudan. E' stato sottolineato, durante il colloquio, che Stati UNiti e Cina "devono lavorare in stretto contatto e con urgenza" per stabilizzare l'economia mondiale "stimolando la domanda sul fronte interno e internazionale" e "riattivando il flusso del credito sui mercati". Nel primo incontro tra Obama ed un esponente cinese è stata sottolineato da entrambe le parti "il desiderio di rafforzare la cooperazione e di costruire relazioni positive e costruttive" tra i due paesi. Durante l'incontro è stato discusso l'incidente navale avvenuto domenica nel Mare della Cina dove cinque unità di Pechino hanno circondato una nave oceanografica americana che stava seguendo i movimenti dei sottomarini del governo di Pechino. Il presidente Obama ha sottolineato oggi a Yang "la importanza di aumentare il livello e la frequenza del dialogo militare tra i due paesi per evitare in futuro incidenti del genere", informa una dichiarazione della Casa Bianca. Il Pentagono ha comunque assegnato la protezione di un cacciatorpediniere della Navy alla nave oceanografica 'Impeccable', che ha un equipaggio civile ed è disarmata. Il ministro Yang aveva già incontrato ieri il segretario di stato Hillary Clinton, che ha partecipato anche oggi al colloquio nell'Ufficio Ovale, insieme al vice-presidente John Biden e al consigliere per la sicurezza nazionale James Jones. Durante l'incontro alla Casa Bianca il presidente Obama ha inoltre sottolineato che la promozione dei diritti umani "é un aspetto esenziale delle politica estera" americana. L'inquilino della Casa Bianca ha espresso al ministro cinese la "speranza" che "vi siano progressi nel dialogo tra il governo cinese e i rappresentanti del Dalai Lama". Ieri il Congresso americano ha approvato una mozione dove si chiedeva a Pechino di "mettere fine alla repressione del popolo tibetano". La Cina aveva "condannato con fermezza" l'iniziativa accusando il Congresso di "cercare di imbellire le politiche secessioniste del Dalai Lama (il leader tibetano in esilio)" compiendo "un'inaccettabile interferenza negli affari interni della Cina". Durante l'incontro con Yang, Obama ha espresso "profonda preoccupazione" per la crisi umanitaria in Sudan e per la decisione del governo di Khartum di espellere le maggiori organizzazioni umanitarie che hanno finora provveduto a fornire assistenza e a salvare la vita alla popolazione del Darfur". La visita di Yang a Washington ha avuto anche lo scopo di preparare il primo incontro faccia a faccia tra Obama ed il leader cinese Hu Jintao previsto ai primi di aprile a Londra in margine ai lavori del G20. ATS
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