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USA-Cina: i capi della Difesa si incontrano a Singapore
Immagine Reguzzi
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Andrea Scolari
4 anni fa
L’incontro sarà a margine dell’annuale summit sulla difesa e la sicurezza nell’Asia-Pacifico. Sarà il primo incontro in persona tra i due

Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin e la sua controparte cinese Wei Fenghe si incontreranno oggi a Singapore a margine dei lavori dello Shangri-la Dialogue, l'annuale summit sulla difesa e la sicurezza nell'Asia-Pacifico. Lo ha reso noto il network statale cinese Cctv, ufficializzando il primo faccia a faccia tra i due dopo la prima telefonata avvenuta appena poche settimane fa.

Il primo faccia a faccia in persona
Austin e Wei si incontreranno a Singapore, nel giorno di inizio dello Shangri-La Dialogue che si concluderà domenica: i colloqui tra i due saranno “i primi in persona tra i ministri della Difesa di Usa e Cina da quando Austin è entrato in carica”, ha riferito l’emittente statale cinese Cctv.

I temi sul tavolo
I colloqui offriranno un contatto diretto tra i vertici delle forze armate dei due Paesi, avendo una ricca agenda dei lavori tra la guerra in Ucraina e Taiwan, l'isola che la Cina rivendica come suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario. Pechino ha già protestato con veemenza in merito all'impegno inaspettatamente schietto e diretto espresso a maggio dal presidente americano Joe Biden sulla difesa di Taipei in caso di attacco cinese.

Un pericoloso precedente
Il caso dell'Ucraina, con il ricorso della Russia alla forza militare, ha creato un pericoloso precedente e ha fatto aumentare la percezione delle minacce in tutta l'Asia, rendendo calamità geopolitiche prima ritenute improbabili come possibili.

Il punto critico: Taiwan
Taiwan, in questo scenario, è il potenziale punto critico più ovvio in una regione lacerata da potenziali tensioni, nel mezzo delle rivendicazioni di Pechino nel mar Cinese meridionale e orientale che si scontrano con quelle dei Paesi vicini.

Il summit sulla difesa e la sicurezza nell’Asia-Pacifico, tornato dopo due anni di fila di assenza per la pandemia del Covid-19, potrebbe fornire elementi utili sul pensiero di Pechino con l'intervento di Wei, atteso domenica.

Prima dell'aggressione dell'Ucraina, l'intelligence americana riteneva possibile un'invasione cinese dell'isola nei prossimi 6-10 anni. Nel 2019, il presidente Xi Jinping espose il suo piano in modo inequivocabile dicendo di “non rinunciare all’uso della forza e di riservarsi la possibilità di prendere ogni misura necessaria” per la riunificazione. Questo, spiegò, “per proteggersi dalle interferenze esterne e dal numero esiguo di separatisti e dalle loro attività per l’indipendenza di Taiwan”.

In Asia, il Giappone è uno dei più convinti sostenitori di Taipei: il premier Fumio Kishida, non a caso, terrà il discorso di apertura a Singapore sulla sicurezza nella regione e su un “Indo-Pacifico libero e aperto”.

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