
Una bomba atomica giace da mezzo secolo in fondo al mare, a due miglia dalla costa della Georgia, nel sud degli Stati Uniti. La sganciò un pilota istruttore dell'Airforce americana, dopo essersi scontrato in volo con un altro aereo. A raccontare la storia il protagonista dell'incredibile vicenda, l'ottantasettenne colonnello in pensione, pluridecorato, Howard Richardson, ai microfoni della Bbc. Era il 5 febbraio del 1951, poco dopo mezzogiorno, quando, in piena guerra fredda, sui cieli degli Stati Uniti, si sfiorò una catastrofe nucleare. Un bombardiere B47, con a bordo un ordigno atomico, volava sulla Carolina del Nord, per una missione "top secret" di addestramento su rotte di lunga distanza, nel caso in cui venisse ordinata un'incursione dalla base militare della Florida a uno degli obbiettivi in Russia. L'addestramento doveva essere più realistico possibile, per questa ragione l'aereo trasportava una bomba atomica all'idrogeno, proprio l'ordigno nucleare che Richardson avrebbe dovuto lanciare contro il nemico in caso di una terza guerra mondiale. Ma quel giorno qualcosa andò storto: il B47 venne colpito in volo da un altro aereo, che squarciò la fusoliera e gli fece perdere subito quota. "Non ci accorgemmo immediatamente cosa ci stesse succedendo - racconta il colonnello - ma era chiaro che eravamo in grande pericolo. Stavamo precipitando al suolo e il fianco destro aveva preso fuoco. Tentai di riprendere il comando ma senza successo. All'epoca avevamo già in dotazione i seggiolini eiettabili, ma eravamo consapevoli del disastro che avrebbe provocato lo scoppio della bomba, nell'impatto al suolo". A quel punto, Richardson e il suo copilota non ebbero dubbi prendendo la decisione che salvò la vita a un numero inimmaginabile di civili. Cercarono di deviare l'aereo verso il mare, cercando un atterraggio di emergenza, ma prima era necessario sganciare la terribile arma che portavano con loro. Con grande fatica Richardson riuscì a portarsi a due miglia oltre la costa, dove, ormai a bassa quota, sganciò l'atomica. Subito dopo riuscì ad ammarare, salvando la vita sua e dell'intero equipaggio. Negli anni successivi diverse ricerche dell'intelligence tentarono di recuperare la bomba ma senza riuscirvi. Quanto il suo potenziale di morte sia ancora un pericolo è tema di dibattito. Tuttavia, secondo la Bbc, tutti gli esperti concordano che sia meglio lasciarla lì dov'é, dove è stata lanciata da Richardson, il 5 febbraio del 1951. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

