
"Sono passati esattamente 100 giorni dalla strage di Newtown, durante i quali ci sono state 2'000 vittime di armi da fuoco. Per ogni giorno che perdiamo, muoiono altri americani". Così il presidente americano Barack Obama, parlando a Denver, in Colorado, a pochi chilometri dal cinema del massacro di Aurora, preme sul Congresso perché approvi il prima possibile la riforma sulle armi. Il presidente chiede espressamente di agire tutti assieme "per fermare la strage". Obama ha elogiato la recente legge adottata dal Colorado - nel profondo West, una terra tradizionalmente legata alla cultura delle armi - fortemente restrittiva sulle armi da guerra e che dimostra che "cambiare è possibile". "Sono qui a Denver - ha detto - perché il mese scorso, dicendo sì a questo nuovo provvedimento, avete dimostrato che cambiare è possibile. Questa legge rappresenta un modello da seguire. Dobbiamo impedire che le armi vadano nelle mani sbagliate, di persone pericolose". A chi difende a spada tratta il proprio diritto a possedere un'arma, così come tutelato dal controverso secondo emendamento della Costituzione americana, Obama risponde che "non c'è conflitto tra la richiesta di protezione personale per i nostri cittadini e la sicurezza da atti violenti". "Questo Stato - osserva Obama - ha già sofferto due gravissime stragi, quella di Colombine nel 1999 e l'anno scorso ad Aurora. Ma è anche lo Stato orgoglioso dei secondo emendamento, dove sono tanti gli appassionati di caccia e con una grande tradizione di possesso di armi, una cultura che è passata da generazione in generazione. Sono qui per dire che è possibile conciliare queste realtà. Anche i possessori di armi vogliono fare la loro parte per fermare l'epidemia della violenza. Nessuno - assicura Obama - vuole infrangere i diritti personali, ma solo fare in modo che le armi non vadano nelle mani sbagliate". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

