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Estero
USA: ammiriamo "resistenza continua" riformisti iraniani
Redazione
17 anni fa

Nel giorno del giuramento del presidente dell'Iran Mahmud Ahmadinejad, gli Stati Uniti non solo hanno accuratamente evitato di inviargli un messaggio di congratulazioni ma si sono guardati bene dal pronunciare la parola "presidente", mentre hanno espresso invece "ammirazione" per chi in Iran crede nella "resistenza continua". Questa la reazione americana alla cerimonia tenuta stamani presso la sede del parlamento di Teheran, con il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, che fa marcia indietro rispetto a quanto dichiarato 24 ore prima e la segretaria di Stato Hillary Clinton che si dice ammirata dalla capacità di resistenza di chi lotta per le riforme. Gli Stati Uniti non vogliono interferire sulla legittimità del voto. Auspicano però che sia uno spontaneo movimento di opposizione dall'interno dell'Iran a mettere in discussione la legittimità della presidenza Ahmadinejad. Una dichiarazione in tale senso è venuta da Hillary Clinton, impegnata in questi giorni in un viaggio in Africa. In una conferenza stampa tenuta a Nairobi, in Kenya, la Clinton ha risposto così sulla questione iraniana: "Io ammiro la resistenza continua" dei riformisti che in Iran cercano di ottenere "i cambiamenti che il popolo iraniano merita". Nello stesso tempo, però, ha ribadito l'offerta di dialogo con Teheran. Gli Usa vogliono tenere aperto un canale di dialogo con Teheran, e l'obiettivo a breve termine è quello di un tavolo sul programma nucleare iraniano. Inevitabile considerare Ahmadinejad l'interlocutore principale. Ma oggi il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha rettificato quanto da lui stesso dichiarato ieri, alla vigilia del giuramento del presidente iraniano. Escludendo che il presidente americano Barack Obama avesse intenzione di inviare "lettera alcuna" ad Ahmadinejad, aveva detto: "Per noi è lui il leader eletto". In molti avevano interpretato quelle parole come un tacito riconoscimento della legittimità delle elezioni del 12 giugno scorso. Oggi Gibbs è tornato su quella frase: "Lasciate che io corregga leggermente quanto ho detto ieri. Ieri ho rilevato che il signor Ahmadinejad è il leader eletto dell'Iran. Vorrei dire che non spetta a me giudicare", che questo "spetta al popolo iraniano". "Lui - ha aggiunto Gibbs riferendosi ad Ahmadinejad - ora ha giurato, e questo è un dato". Ma "sul fatto che l'elezione sia stata giusta, il popolo iraniano continua ovviamente a porsi domande". "Noi - ha concluso - lasceremo che siano loro a decidere". Congratulazioni ad Ahmadinejad "come prevede il protocollo" arriveranno invece dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. ATS

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