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Estero
USA: aborto, Obama cancella Bush, ribadisce diritti donne
Redazione
18 anni fa

Con un previsto colpo di spugna su una legge di George W. Bush e l'affermazione dell'impegno a "proteggere il diritto di scelta della donna", il presidente Barack Obama ha riaperto il dibattito sull'aborto negli Stati Uniti e potrebbe riaprire anche quello sulla ricerca sull'embrione. Ma per ora si tratta di un approccio soft, che lascia la porta aperta al dialogo, a conferma dell'esigenza di Obama di non scatenare battaglie culturali nel paese, in un momento in cui ha bisogno di unità bipartisan per le emergenze economiche. Ma i vescovi cattolici hanno espresso "grande disappunto" per la mossa di Obama. "Un'amministrazione che vuole ridurre gli aborti non dovrebbe deviare fondi federali verso gruppi che promuovono l'aborto", ha affermato il cardinale di Filadelfia Joseph Justin Rigali, responsabile della commissione per la vita nella Conferenza dei vescovi. La Chiesa teme inoltre che siano in arrivo scelte che rimettano in discussione leggi federali e statali che nel corso degli anni hanno limitato gli effetti della sentenza "Roe contro Wade", che legalizzò l'aborto 36 anni fa. "Siamo preoccupati - ha detto alla Radio Vaticana il vescovo di Orlando, Thomas Gerard Wenski - per il fatto che gli ideologi pro-aborto possano prevalere in Congresso e presentare a Obama una proposta di legge abortista più radicale". Obama ha firmato un ordine esecutivo con cui rimuove un divieto nell'uso di fondi federali per la promozione dell'interruzione di gravidanza all'estero, che è al centro di un palleggiamento politico da 25 anni. Nel 1984 l'allora presidente repubblicano Ronald Reagan stabilì quella che è stata battezzata la "dottrina di Città del Messico", dal luogo dove si teneva un vertice dell'ONU sulla popolazione. In pratica, Reagan vietò l'uso di soldi pubblici per organizzazioni non governative, attivisti e cliniche che, nell'ambito di iniziative di pianificazione familiare nei Paesi in via di sviluppo, praticavano aborti o li proponevano nei loro consultori. Bill Clinton, al suo arrivo alla Casa Bianca nel 1993, fece della rimozione della "Mexico City Policy" l'obiettivo del suo primo ordine esecutivo da presidente e scelse di firmarlo il 22 gennaio, nell'anniversario della sentenza "Roe contro Wade" che nel 1973 ha reso legale l'aborto negli Stati Uniti. Bush, non appena diventato presidente nel 2001, annullò la decisione di Clinton sempre nella data simbolica del 22 gennaio, quando a Washington da anni decine di migliaia di persone invadono il Mall per la cosiddetta "Marcia per la vita", contro l'aborto. Obama aveva fatto sapere da tempo che avrebbe riportato la situazione all'epoca di Clinton, annullando l'ordine di Bush, ma ha scelto - con un altro simbolismo - di non farlo il 22 gennaio. Un gesto che è stato letto come un segno di volontà di non andare allo scontro con gli antiabortisti, che hanno invaso giovedì la stessa spianata dove, 48 ore prima, circa due milioni di persone avevano salutato il giuramento di Obama. Un ulteriore segnale della cautela del presidente su questo terreno, è stata la scelta di firmare l'ordine senza enfasi, lontano dalle telecamere e tenendo un profilo assai più basso di quello scelto per annunciare per esempio l'ordine per la chiusura di Guantanamo e delle prigioni segrete della CIA. I giornalisti in un primo momento dovevano partecipare alla firma, ma la Casa Bianca ha poi cambiato idea. Obama ha diffuso, nell'anniversario di "Roe contro Wade", una dichiarazione nella quale ha ribadito il proprio impegno per "il diritto di scelta della donna" e sottolineato la convinzione che la sentenza del 1973 "non solo protegge la salute e i diritti riproduttivi delle donne, ma rappresenta un principio più ampio: che il governo non deve interferire nelle questioni familiari più private". Ma le battaglie sul fronte etico sembrano solo rimandate negli USA. La Chiesa è pronta a scendere in campo contro Obama se sul suo tavolo arriverà per la firma una legge, il Freedom of Choice Act (Foca), che il Congresso sta sviluppando e che dovrebbe pr

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