
Una settimana dopo aver vinto le elezioni, il presidente americano Donald Trump aveva promesso che la sua amministrazione avrebbe catturato milioni di immigrati membri delle gang e spacciatori di droga. Dopo che è entrato in carica gli arresti sono aumentati del 40%. I funzionari dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) hanno affermato che la priorità dell'agenzia sono le minacce alla sicurezza nazionale e i criminali violenti, proprio come è stato durante l'amministrazione Obama. Ma secondo i dati diffusi dal Washington Post (WP), il maggiore aumento riguarda immigrati senza condanne penali: nell'anno fiscale 2017, gli agenti ICE hanno arrestato 37'734 "non criminali" - ossia sospetti con possibili accuse e senza precedenti penali - più del doppio rispetto all'anno precedente. La Casa Bianca, da parte sua, ha affermato di essere concentrata sulla deportazione di immigrati senza documenti che "rappresentano una minaccia per questo paese". Il WP, invece, ha citato la storia di una madre della Virginia, rimandata in El Salvador a giugno dopo 11 anni negli USA a causa di un controllo stradale. E di un uomo del Connecticut con moglie e figli americani, e nessun precedente penale, deportato in Guatemala la scorsa settimana. Mentre l'attivista Ravi Ragbir è stato arrestato a gennaio a New York in un caso che ha provocato all'ICE un rimprovero da parte di un giudice federale.
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