
Si sapeva che non sarebbe finita la scorsa notte, si sapeva che lo scrutinio delle presidenziali americane avrebbe potuto durare giorni, in particolare a causa del grande voto per corrispondenza dovuto alla pandemia. Questa mattina Donald Trump, con i risultati parziali che lo vedevano in vantaggio in alcuni stati chiave, ha dichiarato la vittoria e, in una prima storica, ha chiesto di interrompere lo scrutinio. Durante la giornata però le tendenze sono cambiate. Ora lo sfidante democratico Joe Biden sembra avere le maggiori chance di vittoria e già si parla di un suo possibile annuncio. Resta però il fatto che alcuni stati non sono ancora assegnati a nessuno dei due candidati. C’è l’Alaska, il cui risultato è però scontato a favore di Trump, il Nevada, il Michigan, la Pennsylvania, la North Carolina, la Georgia e, anche se alcuni l’hanno già assegnata a Biden, l’Arizona. Abbastanza per farne un’elezione storica. Ma vediamo a che punto siamo negli stati che decideranno il prossimo presidente degli Stati Uniti. I dati presentati risalgono alle 20 del 4 novembre, saranno aggioranti in caso di cambiamenti significativi.
Nevada
Joe Biden è in vantaggio di qualche migliaio di voti. La lotta è molto serrata ma, come in molti altri degli stati in bilico, le schede che mancano riguardano soprattutto il voto per corrispondenza e i grandi centri, entrambi promettono di essere decisamente a favore dei democratici.
Arizona
Sono quasi 100mila i voti che separano Biden e Trump. Il vantaggio del democratico sembra irraggiungibile, per questo numerosi media, tra cui la “trumpiana” Fox Nes, hanno già attribuito i suoi 11 grandi elettori allo sfidante.
Michigan
Se i due stati di cui avete appena letto saranno vinti da Joe Biden, basteranno i 16 grandi elettori del Michigan per raggiungere i 270 necessari per diventare il 46esimo presidente degli Usa. Il vantaggio in questo stato per Biden è di circa 50mila schede. In questo stato lo staff di Trump ha avviato un’azione legale per interrompere lo scrutinio fino a che sarà possibile inviare nei centri dei spoglio ulteriori osservatori.
Alaska
I tre grandi elettori di questa enorme, ma poco popolosa, regione non sono in dubbio, andranno a Donald Trump. Semplicemente l’Alaska chiude i seggi dopo tutti gli altri e sta impiegando tempo a scrutinare, ma non vi sono dubbi
North Carolina
La Carolina del Nord, quando sono stati scrutinati circa il 94% dei voti, vede Donald Trump in vantaggio di circa 80mila voti. I suoi 15 grandi elettori saranno determinanti solo se Trump riuscirà a strappare il Nevada o uno tra Wisconsin e Michigan a Biden. Stesso discorso per la Georgia.
Georgia
Anche qui la differenza si conta in circa 80mila voti, a favore di Trump. Ciò che manca da scrutinare, però, sono i voti di Atlanta e dintorni, dove la popolazione è nera. Nelle zone rurali dei “redneck” i giochi sono invece fatti. Trump dovrà riuscire a mantenere il suo vantaggio per rimanere in corsa.
Pennsylvania
È lo stato dove Trump sta portando a casa risultati imponenti. Ha oltre 450mila voti di vantaggio. Ma il grande voto per corrispondenza potrebbe cambiare velocemente le carte in tavola. Joe Biden, c’è da crederci, spera di vincere le elezioni senza bisogno di questi 20 grandi elettori, anche perché i risultati potrebbero tardare veramente a lungo. Le buste di voto saranno accettate (se spedite non oltre il 3 novembre) per altri 9 giorni. Anche in questo stato è già stata presentata un’azione legale da parte della campagna di Trump per sospendere lo scrutinio.
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