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Uruguay: vittoria amara per ex tupamaro Mujica
Redazione
17 anni fa

'Pepe' Mujica, l'ex guerrigliero tupamaro scelto come candidato dal Frente Amplio, l'attuale coalizione di governo in Uruguay, è risultato il più votato oggi nel primo giro delle elezioni presidenziali, senza riuscire però a evitare il ballottaggio né a mantenere la maggioranza parlamentare del suo partito, secondo le proiezioni. Quattro anni dopo la storica vittoria del 2004, quando Tabaré Vazquez diventò il primo presidente uruguayano che non apparteneva ai cosiddetti partiti tradizionali (il Blanco e il Colorado), il Frente Amplio incassa dunque una amara vittoria, confermandosi come la principale forza del paese, ma retrocedendo nel peso del suo consenso. I due referendum per i quali si votava ieri, ambedue appoggiati fortemente dall'esecutivo, non hanno ottenuto il 50% dei voti necessario per essere considerati validi. Questo significa che è stata bocciata la proposta di introdurre il voto postale per gli uruguayani residenti all'estero, ma sopratutto che è fallita l'abrogazione della legge di caducità penale, che blocca i processi contro militari e poliziotti per le violazioni dei diritti umani durante la dittatura (1973-1985). E' la seconda volta che fallisce un referendum abrogativo della polemica norma, varata nel 1986 dal Parlamento: la prima votazione avvenne nel 1989. Se risultano confermati i risultati anticipati dalle proiezioni in base allo scrutinio parziale del voto, l'Uruguay dovrà dunque affrontare il prossimo 29 novembre un ballottaggio fra Mujica e Lacalle, e il prossimo presidente, chiunque sia, non potrà quasi certamente contare su una propria maggioranza in Parlamento. ATS

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