
Dopo aver martellato la Giamaica e Haiti, l'uragano Sandy si è rafforzato, raggiungendo categoria due, e si è abbattuto su Cuba, devastandone la parte orientale: ora continua la sua corsa nei Caraibi, in direzione delle isole Bahamas, ma minaccia anche di arrivare nei prossimi giorni sulla costa Est degli Stati Uniti, fino a New York, dove si sono già iniziati a fare piani d'emergenza. Fino ad ora il bilancio delle vittime è fermo a due morti, due donne, travolte dalle piogge e dalle inondazioni ad Haiti, mentre la conta dei danni, già pesante, continua a salire. In particolare a Cuba, dove Sandy si è abbattuto nelle ultime ore, causando l'evacuazione di decine di migliaia di persone, sollevando nel mare davanti alla costa onde alte fino a nove metri e provocando in alcune zone inondazioni con il livello dell'acqua che ha raggiunto i due metri, secondo quanto hanno riferito fonti ufficiali all'Avana, parlando di "danni senza precedenti". Al momento, rende noto il Centro nazionale uragani Usa di Miami (Nhc), Sandy si muove velocemente, a circa 30 km l'ora, e ha venti che soffiano oltre i 160 km l'ora, che lo 'qualificano' come categoria due sulla scala Saffir Simpson, che ne ha in tutto cinque. Non si esclude però che possa ancora rafforzarsi, viaggiando sulle acque calde del Mar dei Caraibi. Per gli americani la buona notizia è che non si prevede che l'uragano entri nel Golfo del Messico, dove gli Stati Uniti hanno molte installazioni petrolifere strategiche. La cattiva notizia è invece che a partire dall'inizio della settimana prossima potrebbe raggiungere la costa Est del Paese. E secondo alcuni esperti potrebbe avere la forza di una 'tempesta perfetta', portandosi dietro venti impetuosi, inondazioni e piogge torrenziali, e anche neve; con conseguenti pesanti danni e interruzioni di corrente. Il tutto a ridosso della festa di Halloween e soprattutto dell'Election Day, fissato al 6 novembre. ATS
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