
Passato solo marginalmente accanto all'isola di Hispaniola, l'uragano Ike ha comunque lasciato una scia di morte e distruzione ad Haiti, il paese più povero d'America latina che negli ultimi giorni è stato investito da tre uragani con un bilancio di almeno 650 morti e danni incalcolabili. Nelle ultime ore, le piogge battenti che hanno accompagnato Ike nel suo spostamento verso Cuba, hanno fatto straripare alcuni fiumi di Haiti e investito in particolare la città di Cabaret dove, ha reso noto oggi Radio Metropole, i morti sono stati 59, fra cui molti bambini. Il sindaco di Cabaret, Thomas Joseph Will, ha detto all'emittente radiofonica che "la situazione è inimmaginabile" e che "i danni in termini di vite umane, di produzione agricola distrutta e di bestiame annegato sono incalcolabili". Nel complesso, il passaggio dell'ultimo uragano su Haiti ha causato secondo la Protezione civile 75 vittime. Insediatasi da pochi giorni, la premier Michele Duvuvuer Pierre Louis, ha rivolto un appello alla mobilitazione generale e ad aiuti internazionali per soccorrere le popolazioni disastrate, ed in particolare quelle del Gran Nord e della regione di Artibonite, dove il capoluogo, Gonaives, è quasi una città morta. Radio Metropole, inoltre, ha indicato che la regione settentrionale di Haiti è praticamente isolata dal resto del paese, perché i fiumi in piena hanno fatto crollare i due principali ponti che permettevano il transito verso Gonaives. ATS
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