
Il presidente americano George W. Bush ha dichiarato le zone costiere del Texas aree colpite "da un disastro di vaste proporzioni" e ha attivato le risorse federali per far fronte ai danni provocati dal passaggio dell'uragano Ike. Lo ha reso noto la Casa Bianca, in un comunicato. La dichiarazione di calamità naturale servirà a mettere a disposizione una serie di risorse federali per la zona di Houston, colpita dall'uragano, dove i danni sono ancora impossibili da quantificare. Il 50 per cento delle vetrate di una facciata del JP Morgan Chase Building di Houston, uno dei più alti grattacieli degli Stati Uniti, sono state devastate dal passaggio dell'uragano, che ha avuto raffiche superiori ai 200 chilometri orari, secondo quanto riferito dai media locali. Il grattacielo di 75 piani, alto 305 metri, ha subito gravi danni non solo alle vetrate, ma anche agli impianti di condizionamento e ad altre strutture. Detriti sono caduti dal grattacielo in tutta la zona circostante. Danni gravissimi vengono intanto registrati a Galveston, la storica cittadina del Texas affacciata sul Golfo del Messico, che èstata la prima ad essere investita dall'uragano. Il centro della città, riferiscono le Tv locali, è sommerso dalle acque il cui livello è cresciuto di due metri. Tutta la popolazione che vive nella zona costiera, circa 1,2 milione di persone, è stata invitata all'evacuazione, ma sono in molti, circa 100'000, quelli che hanno deciso di non abbandonare le proprie abitazioni, nonostante gli avvertimenti che minacciavano "morte certa" per chi fosse rimasto nella zona a rischio. Oltre 4,5 milioni di persone risultano senza energia elettrica e le previsioni sono che la situazione resti difficile su questo fronte forse per i prossimi 2-3 giorni. Il bilancio delle vittime è salito a tre morti. ATS
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