
E' salito ad almeno 136 morti il bilancio del passaggio all'inizio della settimana dell'uragano Hanna su Haiti, secondo quanto ha detto oggi la protezione civile. Nel Paese più povero del continente americano la situazione rimane disastrosa, con città allagate, vie di comunicazione distrutte, migliaia di persone assediate da acqua e fango, senza niente da bere e da mangiare. La regione più colpita è il dipartimento settentrionale di Artibonite, con 102 morti e il capoluogo, Gonaives, isolato. Dopo il disperato appello lanciato dal presidente René Preval, iniziano ad arrivare i primi aiuti inviati da Svizzera, Spagna, Venezuela, Cuba, Stati Uniti e da organismi internazionali come Onu, Caritas. Sul posto invece opera la Minustah, la Missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite ad Haiti che ha un contingente militare inviato dopo i gravi disordini del 2004. A Gonaives circa 25.000 persone sono state accolte in rifugi improvvisati per far fronte alle inondazioni causate dal passaggio di Hanna tra lunedì e martedì. Migliaia di persone da cinque giorni vivono sui tetti delle case, senza cibo né acqua potabile, e i soccorsi ancora non riescono a arrivare via terra. Solo la Minustah ha potuto fare alcune operazioni di soccorso con elicotteri. Una squadra di Medici senza frontiere giunta ieri ha allestito un pronto soccorso nella bidonville di Raboteau, che è stato subito sopraffatto dal numero di persone che chiedono aiuto. Qui i cittadini ricordano ancora con terrore l'effetto devastante della tempesta Jeanne, che nel settembre del 2004 causò 3.000 vittime e 300.000 senzatetto. Haiti nelle scorse settimane è già stata investita dall'uragano Gustav, che 10 giorni fa ha provocato 77 morti, e dalla tempesta tropicale Fay, che due settimane fa ha ucciso una quarantina di persone. E ora si attende l'arrivo di Ike, un uragano attualmente di categoria 4 (su una scala di 5). Ike, che è ancora lontano, avanza a una velocità di 22 chilometri orari, con venti che raggiungono i 215 km ed è stato definito "estremamente pericoloso" dal Centro nazionale uragani (Nhc) di Miami (Usa). ATS
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