
È un’Italia ridimensionata quella uscita sabato in tarda serata dalla Camera che ha approvato il disegno di legge che prevede la trasformazione delle province in assemblee di sindaci e la creazione di nove città metropolitane.
Queste nuove province faranno da mantello ad aree più grandi rispetto a quelle attuali e i rappresentanti non saranno più designati dai cittadini, ma dalle amministrazioni locali che li sceglieranno fra i sindaci dei comuni delle nuove province. La misura, che dovrà ora passare per il Senato, prevede che presidenti, consiglieri e assessori non vengano più retribuiti per la loro rappresentanza all'interno delle province.
In segno di protesta i deputati del Movimento 5 Stelle, della Lega Nord e di Forza Italia non hanno partecipato al voto.
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