Cerca e trova immobili
Estero
Unicef: in zone guerra 21 mln i bimbi violati
Redazione
17 anni fa

Stuprati, arruolati negli eserciti, obbligati a prostituirsi: ben 21 milioni di bambini nelle zone di guerra di tutto il mondo incontrano questo destino. Nei migliori dei casi, soffrono la fame e non conoscono l'istruzione; nel peggiore, muoiono. E' la fotografia dell'infanzia violata, presentata oggi dall'Unicef a Berlino in vista della Giornata mondiale dei profughi il 20 giugno. Sono 42 milioni i profughi nel mondo, uno su due è minorenne. In alcuni stati, come la Repubbica Democratica del Congo (Rdc), la situazione è drammatica. La sorte di quattro sorelle congolesi ne è la sintesi: i soldati di una milizia le hanno violentate tutte. Una di loro era una bambina, di soli tre anni. E' morta. Julien Harneis, direttore dell'Ufficio Unicef di Goma, Congo orientale, ha parlato a Berlino della catastrofe nell'Est del Paese. "I profughi sono più di un milione, di cui molte donne e bambini, che vivono in estrema povertà, soffrono la fame, sono vittime di violenze e rapimenti", ha detto. Nella sola provincia di Kivu Sud, ci sono stati 2.283 stupri nel 2008. Quelli non rilevati sono ancora di più e solo il 6% delle vittime ha ricevuto soccorso nelle prime 72 ore. Quando le scuole non vengono bruciate, diventano centri di reclutamento per le forze armate: per l'Unicef ci sono ancora almeno 8.000 soldati bambini inquadrati nell'esercito. "La situazione peggiorerà nelle prossime settimane: si prevede un'azione militare di truppe congolesi e ruandesi", ha sottolineato Harneis. La Rdc è per l'Unicef "uno dei peggiori Stati al mondo dove nascere. Un posto dove tra chi ha meno di cinque anni, il 38% soffre di malnutrizione cronica e il 20% muore per malaria, diarrea o infezioni respiratorie. Neppure una persona su due ha l'acqua potabile". Nel mondo ci sono poi 100 milioni di bambini che non vanno a scuola, la metà vive in zone in conflitto, dove gli stupri sono usati sempre di più come arma di guerra. Sono paesi dove i bambini, costretti a scappare, sono obbligati a prostituirsi o a imbracciare un'arma. E' una scelta che i minori fanno spesso per disperazione, per uno dei 56 eserciti che non rispetta il divieto di arruolarli. "Non solo in Congo i minori vivono in condizioni disperate - ha detto all'ANSA Rudi Tarneden, portavoce dell'Unicef in Germania -. Tutti i profughi provengono da paesi in via di sviluppo, dove la popolazione è di giovanissimi". Solo in Iraq, ha aggiunto, "i profughi sono più di due milioni e mezzo e vivono in condizioni estreme. Molti sono bambini. Anche quando trovano riparo da parenti o amici, non hanno mezzi di sussistenza". "A causa delle operazioni militari contro i talebani in Pakistan, ci sono circa 2,5 milioni di profughi, tanti vivono in campi di fortuna - ha spiegato Tarneden -. I bambini non hanno sostentamento ed è estremamente ridotta la possibilità di andare a scuola o di essere vaccinati". Dalla fine della guerra civile in Sri Lanka, poi, "nel Nord dell'isola oltre 300mila persone, tra cui molte donne e bambini, vivono in un grande campo, in condizioni durissime. E non è neanche sicuro se potranno tornare a casa", ha concluso Tarneden. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata