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Estero
Ungheria vota su migranti: sarà 'no', ma rischio quorum
Redazione
10 anni fa

Il 'no' degli ungheresi alle quote di ripartizione dei migranti giunti in Europa, in particolare in Italia e in Grecia, viene dato per scontato alla vigilia del referendum voluto dal premier euroscettico Viktor Orban. L'unica grossa incognita riguarda il quorum del 50% necessario perché il voto sia valido. Orban lo considera un voto di "fatale significato" per l'identità cristiana del continente europeo minacciato da epocali migrazioni, ma per molti si tratta di una farsa xenofobo-populista senza validità giuridica e comunque da boicottare. Sono gli estremi tra cui si inquadra il referendum. Il premier nazional-populista, che ha voluto il referendum per ottenere un avallo plebiscitario della sua politica di chiusura nei confronti dei migranti concretizzatasi con il filo spinato srotolato sul confine meridionale del paese, ha dato un'ultima spinta verso le urne parlando di "valore epocale" della consultazione non solo per l'Ungheria ma anche per l'intera Unione europea. Si rischia a suo avviso una "reale migrazione di popoli" verso l'Europa dato che in Africa milioni di disperati cercano una vita migliore in Germania, Austria e Svezia. E l'Ue "ha invitato in Europa masse di persone sfortunate", sostiene il premier chiedendo di fermare questa politica. In linea con precedenti referendum (in quello del 2004 sull'adesione all'Ue votò il 48%), i sondaggi prevedono un'affluenza sotto al quorum del 50% necessaria a rendere valida la consultazione: le stime variano vanno dal 38 al 48% con il più autorevole istituto - Median - che prevede al voto solo il 42% degli 8,27 milioni di elettori. Un 80-90% di chi andrà a votare risponderà "no" al quesito referendario: 'Vuole che l'Ue possa prescrivere l'insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi anche senza il consenso del Parlamento ungherese?"

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