
Migliaia di ungheresi hanno manifestato ieri a Budapest a sostegno di "Klubradio", un'emittente di opposizione che di recente è stata privata della frequenza su decisione di un nuovo organismo sui media, vicino al governo conservatore del premier Viktor Orban. A partire dal primo marzo, la radio non potrà più trasmettere, e per l'opposizione si tratta di un ulteriore esempio di bavaglio ai media di cui Orban viene accusato anche in sede europea. Secondo i media locali, con lo slogan "Lasciate parlare Klubradio" non meno di diecimila persone sono scese in piazza nel centro della capitale ungherese, non lontano dal parlamento. Tanti i cartelli e gli striscioni con scritte contro la censura e la politica poco democratica e trasparente del governo Orban. Il Consiglio dei media, che sovrintende al settore dell'informazione, ha deciso di ritirare la frequenza a "Klubradio" per concederla a un'altra emittente del tutto sconosciuta, "Autoradio". Tale organismo, composto da personale vicino e fedele a Orban, si è costituito sulla base della legge controversa sui media entrata in vigore all'inizio di quest'anno, e fortemente contestata dalle opposizioni. La libertà di stampa, unitamente agli altri aspetti controversi della politica del governo di Budapest, sono oggetto di critiche da parte della commissione europea a Bruxelles, dove Orban si recherà martedì prossimo per colloqui con il presidente Jose Manuel Barroso. Nei giorni scorsi la commissione ha annunciato l'avvio di tre procedure d'infrazione contro Budapest per violazione del diritto comunitario. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

