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Estero
Ungheria: fango tossico, corsa contro tempo per nuovo argine
Redazione
16 anni fa

Corsa contro il tempo a Kolontar per cercare di finire di costruire il prima possibile un nuovo argine per proteggere il paese da una nuova, probabile fuoriuscita di fango tossico da un contenitore dell'impianto per la lavorazione dell'alluminio ad Ajka, nell'ovest dell'Ungheria. In dichiarazioni sul posto, il sottosegretario all'ambiente Zoltan Illes ha detto che una parete con una crepa del deposito non è ormai più riparabile e può cedere da un momento all'altro con conseguente, nuova esondazione di sostanze tossiche nella zona. La nuova struttura protettiva, a forma di piramide tronca, viene costruita vicino ai due comuni colpiti a circa 1,5 km dal deposito. Sarà alta sei metri, lunga 600 con base di 30 metri. Per la costruzione è stata aperta una cava e serviranno 40.000 metri cubi di pietra calcarea. L'obbiettivo è ultimare i lavori per domani, approfittando del bel tempo oggi. La pioggia farebbe infatti sicuramente cedere il vecchio argine provocando nuova esondazione. In caso di nuovo cedimento, il fango tossico non si riverserebbe solo per poche centinaia di metri ma arriverebbe fino al nuovo argine. Intanto la Mal, in un comunicato oggi, mette in guardia contro le conseguenze, se la produzione, sospesa con decreto del governo, non ripartirà presto. "Il tempo stringe, se entro due-tre giorni la lavorazione di allumina non riparte, per le caratteristiche della tecnologia stessa, non sarà più possibile". Il danno economico conseguente comprometterebbe "il risarcimento e la bonifica", sottolinea. La Mal è la sola azienda in Ungheria dove si produce ancora allumina. La società, privatizzata negli anni '90, è interamente proprietà ungherese, senza partecipazione estera. Impiega 1.100 dipendenti ma con l'indotto dà lavoro a 10.000 persone. ATS

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