
Sta per cominciare il conto alla rovescia per la nomina del nuovo direttore generale dell'Unesco, che in novembre prenderà il posto del giapponese Koichiro Matsuura, e riemerge la tensione sulla candidatura del ministro egiziano della cultura Faruk Hosni, sponsorizzato da ben quattro paesi (Egitto, Kuwait, Sudan, Libia) ma contestato da più parti per alcune posizioni antisemite e dichiarazioni antiisraeliane in occasione del conflitto a Gaza. Dopo aspre polemiche, Israele aveva comunque ritirato il suo veto, mentre alcune personalità tra cui il premio Nobel per la pace Elie Wiesel continuano ad opporsi con forza alla sua nomina. Parigi, ha annunciato oggi il ministro degli esteri Bernard Kouchner, non esprimerà alcuna preferenza, in quanto Paese che ospita l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'istruzione, la scienza e la cultura. Il Cairo aveva affermato in maggio che la Francia appoggiava il suo candidato, ma la presidenza francese aveva in seguito dichiarato l'intenzione di osservare "una neutralità benevola". Il Consiglio esecutivo (58 membri in rappresentanza di 193 paesi dell'Unesco), farà la sua scelta tra i nove candidati nel corso della sessione dal 7 al 23 settembre, con voto segreto. Sono in lizza tra gli altri l'ex ministro algerino Mohammed Bedjaoui (proposto dalla Cambogia), il vice ministro russo degli esteri Alexandre Iakovenko, e la commissaria europea alle relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner. ATS
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