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Estero
Unesco; Israele accelera insediamenti, scontro con Anp
Redazione
15 anni fa

È scontro tra Israele e Anp il giorno dopo l'ammissione della Palestina all'Unesco: altri duemila alloggi ebraici in Cisgiordania e nell'area di Gerusalemme est e lo stop temporaneo al trasferimento di fondi all'Autorità nazionale palestinese sono la durissima risposta del governo israeliano alla contestata adesione, che già ieri lo Stato ebraico aveva definito "una tragedia". Immediata è arrivata la replica palestinese. Quella israeliana è una decisione "disumana" che "accelera la distruzione del processo di pace", l'ha bollata l'Anp pochi minuti dopo la diffusione della notizia. Il congelamento dei fondi significa "rubare il denaro del popolo palestinese", ha tuonato Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente palestinese Abu Mazen. I nuovi passi, che aprono una fase difficilissima per il futuro dei rapporti tra Stato ebraico e Anp, sono stati comunicati dopo la riunione, oggi a Gerusalemme, del premier Benyamin Netanyahu con i sette ministri principali del suo governo, convocata per definire una linea di azione nei confronti sia dell'Unesco sia dell'Anp. Delle duemila nuove case, 1650 saranno edificate a Gerusalemme e le altre a sud di Betlemme, che sarà il primo sito per il quale i palestinesi chiederanno all'agenzia Onu la 'definizione' di Patrimonio dell'umanità. "Non resteremo con le braccia conserte", aveva d'altra parte avvertito ieri Netanyahu. E le contromosse, minacciose, sono arrivate a stretto giro di posta. È durato poco quindi il compiacimento con il quale i media palestinesi hanno accolto la decisione dell'Unesco, che nei Territori è stata salutata come un ulteriore passo verso l'obiettivo di creare uno stato indipendente. Nel prossimo futuro il Consiglio di sicurezza dell'Onu dovrebbe infatti pronunciarsi sulla richiesta di adesione della Palestina. E nel frattempo, la leadership dell'Anp si accinge a chiedere l'adesione ad altre sedici agenzie internazionali. Ieri Netanyahu aveva sostenuto alla Knesset che le fughe in avanti di Abu Mazen rappresentano una chiara infrazione degli accordi di Oslo, in quanto tutte ispirate da un carattere unilaterale. E prima della seduta ristretta del governo di oggi, il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman si era spinto fino ad evocare la rottura totale di rapporti con l'Anp. Per quanto riguarda l'Unesco inoltre, Israele - secondo alcuni media - potrebbe negare il permesso d'ingresso a future delegazioni. Mentre i palestinesi, ormai membri dell'organismo, hanno intenzione di chiedere in futuro la custodia esclusiva di località di importanza mondiale: prima fra tutte, Betlemme. A ltre località di interesse per i palestinesi potrebbero essere la Tomba dei Patriarchi di Hebron, la Tomba di Rachele (alle porte di Betlemme) e la Tomba di Giuseppe (il personaggio biblico che fungeva da consigliere del Faraone) alle porte di Nablus. Sono località frequentate anche da fedeli ebrei che potrebbero opporre resistenza ad una gestione palestinese di quei siti. ATS

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