
La Libia ha cessato qualsiasi collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco), dopo che alla sua testa è stata eletta la bulgara Irina Bokova. In un comunicato fatto pervenire oggi all'ATS, la delegazione libica presso l'Unesco "condanna e disapprova" la designazione della Bokova. Annuncia inoltre il congelamento dei programmi di cooperazione con l'agenzia dell'ONU e il ritiro delle candidature libiche da tutti i comitati dell'organizzazione. La dichiarazione di Tripoli è da ricondurre alla vicenda delle infermiere bulgare, condannate a morte in Libia - pena poi commutata all'ergastolo - perché accusate di aver inoculato il virus dell'aids a 438 bambini. Le infermiere, dopo otto anni di carcere, sono state estradate nel 2007 verso la Bulgaria, dove sono state immediatamente graziate. Tripoli non ha mai accettato la grazia presidenziale, definita "una violazione delle convenzioni internazionali sullo scambio di prigionieri". ATS
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