

Israele ha condotto nella notte una serie di raid contro due località del sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Ani, precisando che «il nemico israeliano ha intensificato gli attacchi» nella regione di Tiro, conducendo dalla notte scorsa «una serie di raid aerei e bombardamenti».
Droni israeliani hanno colpito un quartiere del villaggio di Bourj al-Chamali, preso poi di mira da un nuovo attacco aereo, causando quattro feriti, ha aggiunto l'agenzia di stampa. L'aviazione israeliana ha inoltre attaccato Mansouri, dove ieri le Forze di difesa israeliane (Idf) avevano emanato un ordine di evacuazione, ha proseguito Ani.
Due soldati israeliani sono rimasti uccisi ieri nel sud del Libano, e altri 4 feriti gravemente, a seguito dell'esplosione di un ordigno in un'abitazione nel villaggio di Majdal Zoun, all'interno della Linea Gialla. Secondo fonti militari, l'indagine in corso si sta concentrando sul chiarire se l'ordigno sia stato piazzato nel villaggio prima del ritiro di Hezbollah dall'area, o se invece una cellula della milizia sia riuscita di recente a infiltrarsi nel territorio controllato dalle Forze di difesa israeliane (Idf) e ad attivare la bomba a distanza.
La risposta potrebbe condizionare i negoziati in corso a Roma tra le delegazioni israeliane e libanesi, che ieri sono stati interrotti prima del previsto a causa dell'incidente e della reazione israeliana, con l'Idf che ha effettuato una serie di raid oltre la Linea Gialla, in cui un libanese è rimasto ucciso e altri 12 sono rimasti feriti nel villaggio di Tebnine. Un secondo nodo di tensione nei colloqui in corso riguarda l'ordine di evacuazione emesso ieri dall'Idf verso il villaggio di al-Mansouri, che si trova sempre all'interno della Linea Gialla.
Secondo una fonte militare israeliana, in base all'accordo quadro firmato a giugno tra i due Paesi con la mediazione USA, la Linea Gialla è definita area di combattimento attiva e non vi deve essere rientro dei civili al di fuori del meccanismo delle 'zone pilota' concordate, il cui possibile ampliamento è il cuore dei colloqui in corso a Roma. Nei giorni scorsi, «civili libanesi hanno raggiunto la zona di al-Mansouri sotto la protezione dell'esercito libanese, che ha istituito un posto di blocco in violazione dell'accordo quadro firmato», riferisce la fonte militare israeliana.
«Ieri, circa 15 civili israeliani sono arrivati nella zona di Ghajar, hanno danneggiato la recinzione di confine e hanno attraversato il confine con il Libano. Le forze di difesa israeliane e la polizia di frontiera israeliana sono state inviate sul posto per rintracciarli e riportarli in Israele. I civili fermati sono stati consegnati alla polizia israeliana per ulteriori accertamenti». Lo rendono noto le Forze di difesa israeliane (Idf), condannando «fermamente tali episodi, che costituiscono un ulteriore problema che disturba l'attività operativa dei soldati nella zona e li mette in pericolo».
«Le forze dell'ordine - conclude il comunicato dell'esercito israeliano - hanno il dovere di perseguire i responsabili e di impedire a questi individui di ripetere questi episodi, poiché tale comportamento costituisce un reato penale».
Secondo Ynet, ad attraversare il confine sono state delle «ragazze».
Il fenomeno si aggiunge a quanto accade al confine siriano, dove negli ultimi mesi almeno 150 israeliani si sono infiltrati nella 'zona di sicurezza' occupata dall'Idf rivendicando l'istituzione di insediamenti civili israeliani.
L'Iran nega di stare negoziando al momento con gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz, ma solo con l'Oman in forma strettamente bilaterale. Lo ha dichiarato ai media iraniani, citato da Cnn, il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi.
«L'affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l'Iran è falsa», ha dichiarato in un'intervista televisiva. «Non ci sono stati negoziati», ha aggiunto Gharibabadi, riconoscendo però che Teheran ha ricevuto messaggi dagli Usa sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti.
Il presidente statunitense Donald Trump ha parlato più volte nelle ultime ore di «ottimi colloqui» in corso con Teheran.
La frustrazione di Donald Trump riguardo alla guerra contro l'Iran è esplosa la scorsa settimana a Camp David quando il presidente ha chiesto spiegazioni a Pete Hegseth sulla grave carenza di missili americani. Lo hanno riferito al Washington Post due fonti informate.
Secondo la Cnn, a causa del conflitto contro l'Iran gli Stati Uniti hanno usato quasi l'80% delle loro riserve. Un'analisi che Hegseth ha bollato come fake news. Ma secondo la ricostruzione del Washington Post, venerdì scorso a margine della riunione di governo a Camp David Trump ha espresso il suo disappunto. Le fonti hanno riferito che la carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea hanno contribuito alla decisione di Trump di rinunciare, negli ultimi giorni, a lanciare nuovi attacchi contro Teheran. Hegseth si sarebbe difeso attribuendo al suo vice, Stephen Feinberg, la responsabilità. Interpellata dal Washington Post sullo scontro, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito la storia una «fake news al 100%». «Il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth», ha detto.
Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti «stanno parlando con l'Iran», nonostante le smentite di Teheran. «Vediamo cosa accadrà. Preferirei fare un accordo perché non mi piace uccidere le persone. Ma l'Iran non deve avere l'arma nucleare», ha ribadito parlando a Las Vegas.
Due soldati riservisti israeliani sono stati uccisi durante un combattimento nel sud del Libano, ha annunciato oggi l'esercito che sta combattendo contro il gruppo militante Hezbollah sostenuto dall'Iran.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno identificato le vittime come il maggiore Harel Birenstock, 34enne comandante di compagnia nel 2855.mo battaglione della 55.ma brigata, e il sergente maggiore Tamir Vaknin, 33.enne dello stesso battaglione.
I due soldati sono le prime vittime israeliane nel sud del Libano dal 28 giugno, secondo il sito web dell'esercito delle Idf.
Ieri l'esercito israeliano ha annunciato di aver condotto raid aerei sul sud del Libano in risposta a una violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. Le autorità libanesi hanno riportato un morto e undici feriti.
Una petroliera ha segnalato di aver udito delle esplosioni mentre transitava nello Stretto di Hormuz, vicino all'Oman. Lo ha dichiarato oggi l'agenzia per le operazioni di commercio marittimo britannica Ukmto, specificando che «l'equipaggio e la nave sono al sicuro; non sono stati segnalati danni ambientali».
Iran e Oman hanno raggiunto un accordo sulle nuove rotte di transito per le navi nello Stretto di Hormuz, sul quale entrambi i paesi si affacciano. Non è ancora un'intesa definitiva e non significa che la strategica striscia d'acqua sarà automaticamente riaperta e priva di rischi, ma è un passo importante che potrebbe portare ad un nuovo periodo di tregua. Intanto il presidente statunitense Donald Trump continua a minacciare nuovi attacchi se Teheran non seguirà le sue indicazioni.
«Le coordinate geografiche sono state approvate», ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmail Baghaei, precisando che Iran e Oman stanno lavorando ad una «dichiarazione congiunta» a patto «che terze parti non vengano a ostacolare il processo». L'evidente riferimento è agli Stati Uniti.

