
Le immagini dell’incendio della cattedrale di Notre-Dame hanno impressionato tutto il mondo. Naturalmente però ad essere più toccati, a livello emotivo, sono stati i parigini, per i quali Notre-Dame non rappresenta solo un simbolo ma una parte della propria vita. Tra i parigini “d’adozione” c’è anche Nicolò Latini, uno studente ticinese di storia dell’arte, in Erasmus presso la prestigiosa università La Sorbonne, che allo scoppio dell’incendio si trovava proprio vicino alla cattedrale e ha deciso così di condividere quei momenti con Ticinonews.
“Ieri verso le 19 - racconta Nicolò - stavo passeggiando sulla Senna con una mia amica quando abbiamo visto un’enorme nube di fumo innalzarsi sopra i tetti dei palazzi. All’inizio abbiamo subito pensato ad un attacco terroristico, oramai a Parigi appena si sente una sirena ci si allarma subito. Così abbiamo controllato i principali siti d'informazione locale, ma ancora non c’era nessuna notizia. Poco dopo siamo stati avvicinati da una signora che ci ha detto che Notre-Dame stava bruciando. All’inizio non ci volevamo credere”.
“Per capire meglio la situazione ci siamo avvicinati alla Cattedrale e abbiamo avuto l’amara conferma. La scena era scioccante. C’era tantissimo fumo e l’odore era forte anche a distanza. In strada c’erano moltissime persone, molti erano in lacrime” afferma Nicolò.
“Essendo uno studente di storia dell’arte la cosa mi ha toccato anche personalmente - racconta Nicolò -. Notre-Dame non è solo un simbolo patriottico, a livello storico e architettonico è un gioiello. Quello che è successo è un grande danno per il patrimonio artistico. Spero tanto che non ci siano altri crolli perché sarebbe davvero un disastro enorme. Per fortuna, almeno, non ci sono stati morti.”
Oggi com’è l’aria che si respira a Parigi? “C’è molta tristezza nell’aria. Tutte le pagine dei giornali ne parlano, la vicenda è sulla bocca di tutti - afferma Nicolò -. È un evento tragico che ha veramente toccato il mondo intero. Parigi ritorna un'altra volta al centro della cronaca internazionale, di nuovo per una brutta notizia".
ps
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