
Successo per il test in volo suborbitale della Starship V3, la nuova versione del veicolo di Elon Musk progettato per i futuri viaggi verso Luna e Marte: un gigante costituito dal razzo Super Heavy, alto 124 metri, e dalla navetta Ship che in futuro dovrà trasportare sia astronauti sia i satelliti della costellazione Starlink.
Dopo due rinvii, il razzo è partito da Starbase, la base di SpaceX a Boca Chica, nel Texas meridionale. Sebbene la Starship abbia affrontato finora 11 test, questa dodicesima prova è stata la prima a sperimentare le importanti modifiche apportate al razzo, alla navetta, ai motori e alla piattaforma di lancio.
Lanciato alla 00,30 svizzere del 23 maggio, il test è stato particolarmente importante considerando i tempi stretti della nuova corsa alla Luna fra Stati Uniti e Cina. Anche per questo dal centro di controllo di SpaceX i dipendenti dell'azienda hanno accolto i momenti più signficativi del test gridando 'Usa!'.
Dal centro di controllo ha assistito al test anche l'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman, per il quale il successo della nuova versione di Starship è particolarmente importante per il programma Artemis. «Non vediamo l'ora di vedere Starship portare persone sulla Luna», ha detto.
«Sarà un futuro davvero entusiasmante» e «non vediamo l'ora di incontrarci l'anno prossimo in orbita terrestre», ha aggiunto riferendoi alla missione Artemis III. Questa prevede, a fine 2027, un test di attracco tra la capsula Orion di Artemis e i veicoli dei privati destinati alla Luna, come Ship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin.
A sette minuti dal lancio, il razzo Super Heavy si è separato dalla navetta e, poichè uno dei suoi 33 motori Raptor si è spento, ha mancato una manovra critica per la simulazione del rientro e poi, come previsto, è ammarato nel Golfo del Messico. Anche la navetta Ship la proseguito il suo viaggio su una traiettoria stabile nonostante uno dei suoi sei motori fosse fuori uso.
Lungo il percorso ha rilasciato in un tempo record 20 simulatori simili ai satelliti Starlink V3 di nuova generazione e, per ultimi, due satelliti con telecamere che hanno ripreso lo scudo termico della navetta, insieme a immagini spettacolari accolte da ovazioni.
Al momento dell'ammaraggio nell'oceano Indiano, la navetta ha modificato il suo assetto, è caduta in acqua e poi si è inclinata, esplodendo come previsto.
Hanno quindi funzionato le numerose modifiche al razzo Super Heavy, con la riduzione da quattro a tre delle alette di controllo, particolarmente importanti nella fase di rientro, e con l'anello di separazione a caldo, ossia la struttura che segna il punto di incontro tra il Super Heavy e Ship, fissato al booster per essere riutilizzato.
Modificato anche il tubo di trasferimento del carburante dal serbatoio principale ai 33 motori per avviarli simultaneamente. Modificato anche il sistema di rilascio dei satelliti Starlink, che si è dimostrato più efficiente.
Nel frattempo Starship V3 ha già un comandante per una missione di sorvolo su Marte: il miliardario Chun Wang, investitore di criptovalute nato in Cina, di nazionalità maltese e che nel 2025 a finanziato e comandato la missione Fram2 di SpaceX, nella quale per la prima volta una navetta con equipaggio ha sorvolato i poli terrestri. Ma prima di pensare a Marte, la strada per Luna è ancora lunga perché Starship deve ancora superare numerosi test.
Per esempio, tutti i voli di prova sono stati suborbitali e ora il veicolo dovrà affrontare un vero volo spaziale, entrando in orbita. Dovrà inoltre dimostrare di essere in grado di eseguire il rifornimento in orbita ed equipaggiato con un sistema di supporto vitale per gli astronauti. Una tabella di marcia serrata, se SpaceX vorrà rimanere nei tempi previsti dal programma Artemis della Nasa.

