
Sono trascorsi 10 anni da quel maledetto 11 settembre. Un giorno che molti vorrebbero dimenticare ma che, di fatto, resterà un ricordo indelebile nella memoria dei cittadini di New York, dei cittadini USA e del mondo intero. Un attacco, quello dell’11 settembre 2001, che ha segnato l’America e l’intera opulenza economica dell’Occidente. Correva l’anno 2001. I calendari segnavano l’undicesimo giorno del nono mese. New York si sveglia. Case ed appartamenti si svuotano. Migliaia di persone si mobilitano per recarsi ai loro posti di lavoro. Il solito tran-tran. Se non fosse che quel giorno l’Inferno ascese sulla Terra. Hollywood galeotta, disse qualcuno. Già perché quel che accadde si poteva prevedere solo in un film. Un film che, divenuto realtà, ha potuto dimostrare solo il suo pessimo gusto, composto da ipocrisia patriottica mista a rivendicazioni sociali. Ma il tutto si ritorse contro gli USA. Così New York ed i suoi abitanti divennero rispettivamente set ed attori di quella sceneggiatura scritta da Satana in persona. Quel giorno, il Grande Satana (termine con cui gli integralisti islamici definiscono gli USA) non era infatti rappresentato dall’Occidente. Se non altro, non dal punto di vista prettamente occidentale. Con la presa dei voli United Airlines 11 e 175 prende dunque inizio la tragedia. Due giganti del cielo che vennero dirottati per scontrarsi contro uno dei simboli economici occidentali per eccellenza, le Twin Towers. Persero così la vita circa 3'000 persone. Di queste, 2'500 morirono proprio all’interno dei grattaceli colpiti. Enormi fortezze destinate ad ergersi nei cieli, finite col crollare come meri castelli di carte. A dieci anni dalla tragedia, nessuno ha ancora dimenticato. Oggi come allora le lacrime segnano il volto di centinaia di migliaia di persone. Chi ricorda i propri figli, chi i propri genitori, chi semplicemente l’orrore caratterizzato dalla perdita di una moltitudine di vite umane che con l’integralismo islamico, poco o nulla ha a che fare. Oggi al posto delle Torri Gemelle altro non c’è se non un’enorme buco. A testimonianza di quel che fu, e che mai più sarà. Ma proprio l’11 settembre del 2011, proprio il decimo anniversario della tragedia, vede aprirsi una breccia di luce e speranza. Dove sorge torreggiante il nulla più totale, nella Lower Manhattan, viene infatti inaugurato il 9/11 Memorial. Un monumento a chi, dieci anni prima, divenne inconsapevole martire della follia di pochi. Così un’immensa parete porta incisi i nomi di 3'000 persone. E sarà proprio accanto allo spirito di queste persone che sorgerà il simbolo di una nuova New York, resa più forte dalla disgrazia. Proprio accanto al 9/11 Memorial verrà infatti eretto un nuovo grattacielo che, una volta terminato, risulterà il più alto degli Stati Uniti d’America.Eppure, nonostante siano trascorsi dieci anni, i cuori degli americani non saranno mai più gli stessi.Massimiliano Taddei
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