
Il mondo dell'alta gastronomia piange oggi la scomparsa di Joel Robuchon, lo chef più stellato al mondo con le sue 32 stelle michelin conquistate con il suo impero gastronomico, fatto di ristoranti da Las Vegas a Hong Kong.
Il suo connazionale Bernard Fournier, chef stellato del ristorante Da Candida di Campione d'Italia, ricorda con commozione il suo collega: "Lo avevo visto a Ginevra lo scorso gennaio, in occasione del Bocuse d'Or svizzero. Si vedeva che non stava bene ed era molto scavato in volto. Ma sapere della sua morte è stato un brutto colpo per tutti noi".
Robuchon ha costruito la sua leggenda grazie alla sua passione: "Ha avuto la forza di ricominciare dopo aver smesso. Smentendo tutti gli scettici che pensavano che fosse finito. Era una persona disponibile e gentile, che poi in cucina si trasformava e diventava esigente e sempre alla costante ricerca della perfezione".
"E' un periodo davvero terribile per l'alta gastronomia mondiale: in poco più di un anno abbiamo salutato Thieltges, Marchesi, Bocuse, Bourdain e adesso Joel. Erano punti di riferimento che aiutavano ad alzare il livello di tutti noi chef. Ora sta a noi celebrarli rispettando il loro lavoro e i loro standard di qualità, affinché non ci si dimentichi di cosa sia l'alta gastronomia, quella vera".
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