
Giunto oggi in Israele per una visita di tre giorni, contestata prima ancora della partenza, il consigliere federale e ministro della difesa Ueli Maurer ha dichiarato all'ATS che non parlerà di contratti per l'acquisto o la fornitura di armi. "Per il momento non abbiamo soldi, ma stiamo studiando lo sviluppo dei sistemi d'armamento fabbricati in Israele, già in nostro possesso", ha detto Maurer parlando dall'ambasciata elvetica a Tel Aviv. Il consigliere federale, che incontrerà tra l'altro il suo omologo israeliano Ehud Barak, ha precisato che ci saranno discussioni che verteranno sulla sicurezza, le questioni militari, in particolare la logistica e l'informatica. Ha tenuto inoltre a precisare di essere stato "invitato in Israele, un paese amico, con l'accordo di tutto il Consiglio federale nel suo insieme". In tal modo ha voluto indirettamente rispondere alle critiche e alle proteste che ci sono state in Svizzera riguardo a questa visita. Senza fare ulteriori commenti, Maurer ha semplicemente evocato la neutralità elvetica. Dopo le manifestazioni di venerdì, anche oggi all'aeroporto di Zurigo attivisti del Gruppo per una Svizzera senza esercito hanno protestato contro la visita. A loro dire, essa rappresenta "un sostegno unilaterale all'occupazione militare israeliana" dei Territori palestinesi. Domani Maurer incontrerà il presidente israeliano Shimon Peres, poi visiterà il museo Yad Vashem e renderà onore alle vittime dell'Olocausto. Nel pomeriggio visita a due basi militari, una a nord e l'altra a sud del paese. Lunedì l'incontro con Barak ATS
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