
Herman van Rompuy raddoppia: i capi di stato e di governo della Ue lo hanno confermato presidente stabile della Ue per il secondo e ultimo mandato e nominato primo presidente dell'Eurosummit, il forum tra i 17 leader dei paesi che condividono l'euro, istituito dal 'fiscal compact'. Per l'ex premier belga è stata una corsa senza ostacoli, in solitaria: Van Rompuy, 65 anni, era l'unico candidato a succedere a se stesso. "Sono molto onorato che tutti i membri del Consiglio mi abbiano chiesto di continuare", ha 'postatò van Rompuy su Twitter. "È un privilegio servire l'Europa in tempi così decisivi", ha aggiunto. "Herman, lei è un uomo modesto ma non è modesto il suo enorme lavoro per l'Europa", lo ha lodato il premier danese Helle Thorning-Schmidt. Van Rompuy - che resterà in carica fino al 30 novembre 2014 - è stato scelto alla presidenza stabile della Ue introdotta dal Trattato di Lisbona dalla coppia Merkel-Sarkozy. Dal momento della nomina, nel novembre 2004, molte cose sono cambiate nella Ue: ben 13 premier di allora sono stati rinnovati e i suoi due grandi elettori - il presidente francese e la cancelliera tedesca - sono ancora al timone dei rispettivi paesi, ma molto meno saldamente e con molte incertezze. "Il mio lavoro non è finito", ha più volte dichiarato Van Rompuy, lasciando intravvedere l'ambizione a raddoppiare il mandato. Oltre a rappresentare l'Unione, presiederà i vertici dell'Eurogruppo: almeno due l'anno, secondo il testo del nuovo Patto di bilancio ('fiscal compact') che sarà firmato domattina da 25 paesi (tutti con le sole esclusioni di Gran Bretagna e Repubblica Ceca). Al momento della nomina, van Rompuy fu sbeffeggiato dalla stampa europea con l'appellativo di 'mister nessunò e per la sua passione per gli Haikù, componimenti poetici in stile giapponese. Le sue prime apparizioni pubbliche ne hanno fatto intravedere però la determinazione a giocare un ruolo importante, pur senza troppo apparire. Van Rompuy ha cercato di trasformare il Consiglio Ue in un vero e proprio governo europeo dell'economia. La crisi della zona dell'euro, i piani di salvataggio di Irlanda, Portogallo e Grecia e il rischio di contagio a paesi come Spagna e Italia, hanno giocato a favore di questa ipotesi, costringendo i leader di Eurolandia ad incamminarsi verso una nuova governance economica. Van Rompuy ha 'firmatò il six pack, il pacchetto che rafforza il governo economico della zona dell'euro, e strappato 25 sì al nuovo trattato intergovernativo che impone disciplina e rigore. Nel bene e nel male, non poteva che essere lui il primo leader ad essere incoronato presidente dell'Eurosummit. ATS
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