
Sull'ingresso della Turchia nell'Unione europea frattura tra Barack Obama e Nicolas Sarkozy. Il presidente Usa, alla vigilia del suo viaggio ad Ankara, spinge perché ciò avvenga al più presto: "Sarebbe un segnale incoraggiante", afferma aprendo i lavori del vertice Ue-Usa a Praga. Secca la replica dell'inquilino dell'Eliseo: "Sono contrario e sarò sempre contrario". Frena anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che all'adesione turca alla Ue preferisce la via di una "partnership privilegiata". La questione turca irrompe sui lavori del summit praghese pochi minuti dopo il loro inizio. Obama - che ieri ha incassato il sì del premier turco Erdogan al nuovo segretario generale della Nato e domani interverrà davanti al Parlamento turco - prende la parola dopo il presidente di turno della Ue, il premier ceco, Mirek Topolanek. L'adesione di Ankara al blocco dei 27 Paesi dell'Ue, sostiene il presidente Usa, "sarebbe un segnale incoraggiante", soprattutto sul fronte dei rapporti con i Paesi musulmani. E, aggiunge, "sarebbe il modo per ancorare fortemente questo Paese all'Europa". La Turchia, dunque, come ponte tra Europa e Paesi musulmani. Perché l'impegno di Ue e Usa per Obama deve essere quello di "considerare i Paesi musulmani come amici e collaborare con loro nella lotta contro l'ingiustizia, l'intolleranza e le violenze". L'ingresso di Ankara tra i 27 sarebbe dunque "un importante segnale di questo impegno". Sarkozy, da sempre contrario a ciò, non ci sta. La mossa del presidente Usa arriva in un momento in cui i negoziati per l'adesione della Turchia alla Ue, avviati nel 2005, ristagnano, con la crisi economica che al momento allontana ogni prospettiva di nuovi allargamenti della Ue. Il presidente francese non gradisce dunque il tentativo di riportare in primo piano il dossier turco: "Io mi sono sempre opposto, e questa resta la mia posizione. E credo di poter dire che la maggioranza degli Stati dell'Ue è sulla posizione della Francia". Tra l'altro, aggiunge, "si tratta di questioni che riguardano l'Unione europea e spetta ai Paesi dell'Ue decidere". La Turchia, comunque, per il presidente francese "deve rimanere un partner privilegiato" della Ue. E che la strada della "partnership privilegiata" sia quella migliore lo pensa anche Angela Merkel. Al termine del vertice lo ribadisce, anche se con toni meno accesi di Sarkò. "Uno stretto legame tra l'Ue e la Turchia è importante - spiega la cancelliera - ma dobbiamo ancora vedere in che maniera farlo. Nessuna decisione è stata ancora presa", tiene a sottolineare. Lasciando capire che, al di là della posizione di Obama, la partita sull'adesione o meno della Turchia alla Ue per la Germania è ancora tutta da giocare. Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, cerca di stemperare la situazione: plaude alle affermazioni del presidente Usa, ma allo stesso tempo ricorda come il delicato processo negoziale con Ankara sia tuttora in pieno svolgimento. ATS
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