
I rappresentanti di UE e Svizzera in seno al comitato misto per l'accordo sulla libera circolazione delle persone hanno discusso oggi a Bruxelles, tra le altre cose, la clausola di salvaguardia, volta a limitare l'immigrazione in Svizzera di cittadini UE. L'Unione europea ha riconosciuto che "ci sono le condizioni" per l'applicazione della clausola, ha reso noto il direttore dell'Ufficio federale della migrazione Mario Gattiker, che ha guidato la delegazione elvetica. Attualmente non si è però ancora d'accordo sul numero di persone, a causa del differente tipo di calcolo applicato dall'UE. La differenza è di 5000-6000 unità, ha precisato Gattiker. Secondo Berna il numero di immigranti sarebbe da calcolare distintamente per gli otto stati est-europei e per gli altri 17, mentre per Bruxelles vanno considerati tutti e 25 assieme. "Per entrambe le parti è comunque chiaro che la clausola di salvaguardia è ormai obsoleta", ha aggiunto il direttore dell'Ufficio della migrazione. Dall'anno prossimo infatti la Svizzera non avrà più il diritto di limitare l'immigrazione dai 25 stati; esisteranno ancora solo contingenti per Romania e Bulgaria. ATS
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