

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è a Damasco per colloqui con il suo omologo siriano, Ahmed al-Sharaa. I due leader - scrive Zelensky su X - hanno «concordato di lavorare insieme per portare maggiore sicurezza e maggiori opportunità di sviluppo alle nostre società. Abbiamo discusso della situazione nella regione e delle prospettive per cambiarla in meglio. Abbiamo anche esaminato le circostanze della guerra della Russia contro l'Ucraina e sono grato per il sostegno. C'è un forte interesse per lo scambio di esperienze militari e di sicurezza. Apprezzo le parole di rispetto per il nostro popolo».
Zelensky ha poi aggiunto che sul tavolo si è anche discusso del «ruolo dell'Ucraina come fornitore affidabile di prodotti alimentari e delle opportunità congiunte per rafforzare la sicurezza alimentare in tutta la regione. Comprendiamo molto bene le sfide energetiche e infrastrutturali che la Siria sta affrontando attualmente. Siamo pronti a lavorare insieme per ampliare le opportunità per entrambi i nostri Paesi e per i loro popoli».
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Damasco, in Siria, per colloqui con il leader siriano Ahmed al-Sharaa. Lo ha riferito all'Afp un alto funzionario ucraino.
L'aereo di Zelensky è «atterrato a Damasco» per la visita del presidente ucraino, accompagnato dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, per discutere di «cooperazione tra i due Paesi» e della «situazione della sicurezza nella regione», ha affermato la fonte.
Un oleodotto vicino al porto russo di Primorsk, situato nei pressi del confine con la Finlandia, è stato danneggiato da un attacco di droni ucraini: lo hanno riferito le autorità russe nelle prime ore di domenica.
«Dei detriti (di droni abbattuti) hanno danneggiato una porzione di un oleodotto vicino al porto di Primorsk», ha detto via Telegram il governatore Alexandre Drozdenko, senza precisare entità e natura dei danni. Le difese antiaeree russe hanno distrutto 19 droni e non sono state segnalate vittime, secondo le autorità russe.
Il porto di Primorsk si trova tra il confine con la Finlandia e San Pietroburgo. Il mese scorso un altro attacco di droni aveva provocato un incendio in un serbatoio di carburante, con Kiev che aveva affermato di aver preso di mira un terminal petrolifero.
Attaccata anche una raffineria a Kstovo
Secondo quanto riportato da alcuni canali Telegram russi, citati dal «Kyiv Independent», droni ucraini avrebbero inoltre colpito nella notte la raffineria di petrolio di Lukoil nella città russa di Kstovo.
Foto e video pubblicati sulle reti sociali sembrano mostrare grandi fiammate che si sprigionano dalla raffineria. Una forte esplosione è stata vista illuminare il cielo notturno sopra quella che si presume essere la raffineria Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez nell'oblast di Nižnij Novgorod, a est di Mosca. La raffineria, già bersaglio di attacchi ucraini, si trova a circa 800 chilometri dal confine ucraino.
L'ultimo attacco arriva mentre i funzionari ucraini hanno riconosciuto che gli alleati stranieri hanno chiesto a Kiev di sospendere gli attacchi con i droni contro le raffinerie di petrolio russe, dato che la guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran sta facendo aumentare i prezzi del carburante in tutto il mondo.
«Rispondiamo diplomaticamente. Stiamo ricevendo alcuni segnali in tal senso», ha dichiarato il capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov a Bloomberg in un'intervista pubblicata ieri, senza specificare quali paesi avessero chiesto all'Ucraina di sospendere gli attacchi.
Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato a Istanbul per un incontro con il leader turco Recep Tayyip Erdogan. «Abbiamo discusso delle relazioni bilaterali tra i nostri Paesi, nonché della situazione in Europa e in Medio Oriente. È fondamentale che azioni congiunte e coordinate rafforzino la protezione della vita e contribuiscano a garantire maggiore sicurezza alle persone in ogni parte del mondo. Abbiamo concordato nuove misure di cooperazione in materia di sicurezza», ha scritto su X lo stesso Zelensky.
Il capo dell'ufficio del presidente, Kyrylo Budanov in una dichiarazione rilasciata a Bloomberg, secondo quanto riportato da Ukrinform, ha invece annunciato che «una delegazione statunitense guidata dall'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e dal genero del presidente Jared Kushner ha in programma di visitare Kiev dopo il 12 aprile». I negoziatori stanno attualmente discutendo il livello di garanzie di sicurezza che gli Stati Uniti dovrebbero fornire e assicurare all'Ucraina nel caso in cui la Russia riprendesse i suoi attacchi. Budanov ha suggerito che Kiev potrebbe ottenere maggiori garanzie di sicurezza dopo la visita della delegazione americana.

