
Il tribunale di Kharkiv ha rimandato al 23 aprile il processo che vede la leader dell'opposizione ucraina Iulia Timoshenko accusata di malversazione ed evasione fiscale per milioni di dollari per fatti che risalirebbero agli anni '90, quando l'allora "principessa del gas" era a capo dei Sistemi energetici uniti d'Ucraina. Il giudice ha deciso di procrastinare l'udienza per l'ennesima volta perché l'ex premier, che da inizio maggio è ricoverata in un ospedale di Kharkiv per un'ernia del disco, non si è presentata in aula per motivi di salute. Dietro le sbarre dall'agosto del 2011 e condannata a sette anni di reclusione per abuso di potere in un controverso processo per le forniture di gas russo, la Timoshenko si lamenta per il mancato rispetto della sua privacy e denuncia di essere sotto la continua sorveglianza di guardie e telecamere, persino - a suo dire - nel wc. Da gennaio, inoltre, un'altra imputazione pende sul capo della leader dell'opposizione ucraina: la procura generale l'accusa di essere stata la mandante dell'omicidio di Ievgheni Sherban, un deputato e imprenditore fatto fuori a colpi di pistola all'aeroporto di Donetsk nel 1996. Se giudicata colpevole, l'ex eroina della Rivoluzione arancione rischia una condanna all'ergastolo. ATS
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