
Sono rimasti fermi per mezz'ora davanti ai poliziotti in assetto antisommossa tenendo stretto tra le mani uno specchio, in modo che gli agenti potessero guardare la loro immagine riflessa. È così che a Kiev decine di manifestanti pro-Ue hanno ricordato le violenze della polizia nella notte tra il 29 e il 30 novembre, quando le 'teste di cuoiò fecero sgomberare a manganellate i dimostranti da Maidan Nezalezhnosti, la piazza Indipendenza nel cuore della capitale ucraina, ferendo decine di persone. La polizia in assetto antisommossa è schierata a difesa del palazzo del governo, del palazzo presidenziale, del parlamento e della banca centrale: tutti edifici abbastanza vicini e fino a poche settimane fa praticamente sotto assedio. Alcuni manifestanti agitavano cartelloni con la scritta "Chi e cosa state proteggendo?" rivolta agli agenti. In seguito alle violenze del 30 novembre, il presidente Viktor Ianukovich, di cui i manifestanti chiedono le dimissioni, ha silurato quattro alti dirigenti pubblici, tra cui il capo dell'amministrazione comunale di Kiev, Oleksandr Popov, che di fatto ha avuto i poteri di un sindaco per tre anni. Sono però rimasti al loro posto sia il premier Mikola Azarov che il ministro dell'Interno Vitali Zakharcenko.
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