Cerca e trova immobili
Estero
Ucraina: premier, pronti al dialogo ma liberate le piazze
Redazione
13 anni fa

Si apre uno spiraglio nel muro contro muro tra governo e manifestanti pro-Ue in Ucraina. Il premier Mikola Azarov si è detto disposto al dialogo con le migliaia e migliaia di persone che da quasi due settimane scendono in piazza a Kiev contro il congelamento di un accordo di associazione con l'Ue. Ma a patto che si metta fine all'occupazione dei palazzi del potere. Un altro segnale di distensione Azarov lo ha lanciato stamattina in parlamento chiedendo scusa a nome del governo e del presidente Viktor Ianukovich per le violenze delle teste di cuoio che hanno causato decine di feriti tra gli europeisti. Poi il governo ha incassato la fiducia dell'organo legislativo: nonostante un principio di emorragia di deputati dal partito di maggioranza, solo 186 parlamentari hanno votato contro, 40 in meno del quorum richiesto. Una decisione che ha deluso profondamente i più di 7.000 dimostranti che durante il voto presidiavano il parlamento sventolando bandiere ucraine ed europee e sperando nella caduta del governo. Ma per quel che è successo nei giorni scorsi qualche testa salterà e - dopo le dimissioni del capo della polizia di Kiev - Azarov ha annunciato "un importante rimpasto di governo", e questo secondo alcuni analisti significa il siluramento del ministro dell'Interno Vitali Zakharcenko, già preso di mira dall'opposizione. Dopo la mancata sfiducia al governo, migliaia di manifestanti hanno bloccato l'accesso al palazzo presidenziale, difeso da centinaia di poliziotti in assetto antisommossa. Sono ancora occupati il municipio di Kiev e la sede dei sindacati, che dà proprio su piazza Maidan, il cuore della protesta pacifica degli europeisti, e anche il palazzo del governo è spesso bloccato da un presidio di dimostranti. Una situazione di emergenza per chi siede nelle stanze del potere e che ha portato Azarov - che appena ieri gridava al "golpe" - a pronunciare parole più caute e a rivolgere all'opposizione un timido invito al compromesso. Ad auspicare una soluzione pacifica è anche la comunità internazionale, con l'Ue che invita "alla calma" e i ministri degli Esteri della Nato che condannano "l'eccessivo uso della forza nella repressione delle proteste pacifiche" e chiedono "a tutte le parti di astenersi dalla provocazione e dalla violenza". Intanto domani il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, incontrerà a Kiev i leader dei partiti politici, il ministro degli Esteri di ucraino e lo stesso premier Azarov. Ma non Ianukovich, che è partito per la Cina, forse per trasmettere la sensazione che la situazione è sotto controllo e che Bruxelles e Mosca non sono gli unici partner possibili: Pechino, uno dei primi investitori in Ucraina, potrebbe giocare un ruolo chiave nell'aiutare Kiev a fronteggiare la sua crisi finanziaria. Il Cremlino intanto fa un altro passettino verso Kiev concedendole un rinvio alla prossima primavera del pagamento del metano importato da ottobre a dicembre, e questo significa che per questo inverno dovrebbe essere scongiurato il rischio di una guerra del gas. Ma non solo: da Ierevan, Putin ha annunciato che il prezzo del gas russo per l'Armenia sarà di 189 dollari per mille metri cubi - meno della metà di quanto pagato da Kiev - e secondo alcuni osservatori si tratta di un modo per far intravedere all'Ucraina i possibili vantaggi di un'adesione all'Unione doganale con Russia, Bielorussia e Kazakistan, già sottoscritta dal presidente armeno.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata