
Il parlamento ucraino ha chiuso la seduta straordinaria sulle riforme chieste dall'Unione europea per l'accordo di associazione senza discutere, come atteso, di una soluzione al caso della leader dell'opposizione in carcere, Iulia Timoshenko. Il presidente del parlamento, Volodimir Ribak, ha chiuso molto prima di quanto ci si attendeva la seduta straordinaria di oggi in cui - tra l'altro - era previsto un dibattito in aula tra maggioranza e opposizione per trovare una soluzione condivisa al caso di Iulia Timoshenko. Ribak ha giustificato la sua decisione affermando che la commissione parlamentare che si è riunita nei giorni scorsi non ha fatto in tempo a preparare i documenti necessari per la discussione in aula dei progetti di legge per il ricovero all'estero dei detenuti (possibile soluzione al caso Timoshenko) e di quelli per la riforma elettorale e per limitare i poteri della procura generale. La prossima riunione del parlamento è stata fissata per il 19 novembre. Non appena la seduta è stata interrotta, i deputati dell'opposizione hanno urlato "Vergogna!" a Ribak e il capogruppo del partito di Timoshenko "Patria", Arseni Iatseniuk, ha accusato il presidente Viktor Ianukovich di non voler firmare l'accordo di associazione con l'Ue attaccandolo per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin sabato scorso. "Vogliamo dire a Ianukovich che i viaggi a Mosca non servono a niente - ha detto -. Non può vendere gli interessi del paese, il paese non glielo perdonerà". La liberazione della Timoshenko è stata posta da Bruxelles come condizione per poter firmare un accordo di associazione a fine mese. Mosca preme invece per l'ingresso di Kiev nell'Unione doganale con Russia, Bielorussia e Kazakistan. Oggi si è appreso che la commissione presidenziale ha negato la grazia alla Timoshenko, condannata a sette anni di reclusione, inflittale nel 2011.
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