
"L'Ucraina è un paese alle prese con una serie di sfide gravi ed in rapido movimento. Mentre la situazione a Kiev è stabile, ci sono segnalazioni preoccupanti in altre parti del territorio, soprattutto in Crimea": lo ha detto il vice segretario generale dell'Onu, Jan Eliasson, nel corso di una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza a cui ha partecipato in videoconferenza da Kiev. Eliasson ha citato tra gli episodi avvenuti in Crimea il blocco di basi militari ucraine da parte di gruppi armati e i tentativi di intimidire i rappresentanti della comunità internazionale, come nel caso dell'inviato dell'Onu in Ucraina, Robert Serry. Il vice di Ban Ki-moon ha detto di aver incontrato le autorità ucraine, tra cui il presidente ed il ministro degli esteri ad interim, rappresentanti della società civile e della comunità religiosa. "Ho sottolineato la necessità di una soluzione politica alla crisi, lanciando l'appello per un dialogo costruttivo tra tutte le parti", ha spiegato ai Quindici, sottolineando l'importanza di preservare la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina. "La Russia è estremamente isolata all'interno del Consiglio di Sicurezza Onu sulla crisi in Ucraina", ha detto da parte sua l'ambasciatrice Samantha Power, rappresentante permanente degli Stati Uniti al Palazzo di Vetro. Il suo omologo britannico, Mark Lyall Grant, ha aggiunto come a suo parere sia "improbabile" che il Consiglio di Sicurezza nei prossimi giorni raggiunga un accordo per una dichiarazione comune, viste le posizioni diametralmente opposte del gruppo Occidentale e della Russia, che ha diritto di veto.
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